Mentre la politica è concentrata sulla campagna elettorale, il Riesame conferma parte dell’impianto accusatorio della Procura di Torre Annunziata, restano domiciliari e divieti di dimora per alcuni indagati dell’inchiesta sul “Sistema Sorrento”.
Sorrento – Mentre il dibattito pubblico locale resta fortemente concentrato sulla campagna elettorale e sui prossimi equilibri amministrativi, la magistratura continua il proprio lavoro sull’inchiesta che negli ultimi mesi ha scosso il Comune di Sorrento. Arrivano infatti le prime conferme da parte del Tribunale del Riesame di Napoli sulle misure cautelari disposte nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata e condotta dalla Guardia di Finanza di Massa Lubrense.
Il Riesame ha confermato i provvedimenti emessi dal gip del Tribunale di Torre Annunziata nei confronti di quattro persone coinvolte nel secondo filone investigativo relativo alle presunte irregolarità nell’assegnazione di appalti pubblici e nelle procedure collegate alla macchina amministrativa sorrentina. – Restano dunque in vigore il divieto di dimora in Campania per Gennaro Esposito e gli arresti domiciliari per Giovanni Coppola, ex barbiere ritenuto dagli inquirenti coinvolto nel presunto sistema di tangenti e favori legati anche alle assunzioni. Confermati inoltre i domiciliari per l’ex consigliere comunale Vincenzo Sorrentino e per l’imprenditore Giuseppe Razzano.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata guidata dal Procuratore Nunzio Fragliasso, ipotizza a vario titolo i reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti e turbata libertà di scelta del contraente. – Lo scorso 13 maggio il gip del Tribunale di Torre Annunziata aveva disposto complessivamente nove misure cautelari: sette arresti e due divieti di dimora nel territorio regionale. Un impianto accusatorio che adesso riceve le prime conferme anche in sede di Riesame, passaggio considerato particolarmente rilevante nell’evoluzione dell’inchiesta.
La vicenda rappresenta il secondo capitolo giudiziario del cosiddetto “Sistema Sorrento”, l’indagine sulle presunte tangenti nella gestione degli appalti pubblici che un anno fa portò all’arresto dell’ex sindaco di Sorrento, Massimo Coppola. – Sul piano politico e istituzionale, il nuovo sviluppo rischia di riaccendere il dibattito sulla trasparenza amministrativa e sui rapporti tra politica, apparato burocratico e affidamenti pubblici. Intanto, mentre la città guarda alle urne e alla futura guida amministrativa, l’attività investigativa prosegue e potrebbe riservare ulteriori sviluppi nelle prossime settimane. – 26 maggio 2026

















