Nella Terra dei fuochi il Pontefice denuncia gli interessi criminali che hanno avvelenato il territorio e invita cittadini e istituzioni a reagire: “Non cedete alla rassegnazione”
Acerra – Una visita breve, ma destinata a lasciare un segno profondo. Per la prima volta un Pontefice ha visitato Acerra, cuore simbolico della cosiddetta “Terra dei fuochi”, portando un messaggio che unisce denuncia, vicinanza e speranza. Papa Leone XIV ha trascorso quattro ore in Campania incontrando famiglie, malati, associazioni e istituzioni in un territorio che da decenni convive con le conseguenze ambientali e sanitarie dello smaltimento illegale dei rifiuti. – Il Papa ha scelto parole dure contro “gli oscuri interessi” e l’indifferenza che hanno avvelenato il territorio, ma ha anche lanciato un appello a non arrendersi. “Sono venuto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care”, ha detto nella Cattedrale di Acerra, ricordando le vittime dell’inquinamento ambientale provocato da “persone e organizzazioni senza scrupoli”.
La visita arriva in occasione dell’anniversario della Laudato si’ e raccoglie idealmente il desiderio di Papa Francesco, che avrebbe dovuto recarsi ad Acerra nel 2020 prima dello stop imposto dalla pandemia. Leone XIV ha parlato di una “cultura del privilegio e della prepotenza” che deve essere “scardinata”, ribadendo che il bene comune deve prevalere sugli interessi di pochi. – Accanto alla denuncia, il Pontefice ha indicato una strada possibile: quella della responsabilità condivisa e della speranza. Il suo invito a “lasciare ai figli un mondo migliore” è stato accolto con grande emozione dalla popolazione. Molti hanno teso verso il Papa fotografie di familiari scomparsi o i segni delle cure oncologiche affrontate in questi anni. Scene che raccontano il dolore silenzioso di una comunità ferita, ma ancora capace di reagire.
L’intera città ha accolto Leone XIV con il calore tipico del Sud: bandiere bianco-gialle ai balconi, strade gremite dietro chilometri di transenne, applausi e commozione. Una partecipazione che ha mostrato quanto forte fosse il bisogno di attenzione verso una tragedia spesso dimenticata dal dibattito nazionale. – Particolarmente toccante l’intervento del vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, che nel ricordare i nomi delle ultime giovani vittime dell’inquinamento ha dovuto interrompersi per l’emozione. “Mai più Terra dei fuochi”, ha scandito, chiedendo che questo territorio venga riconosciuto non solo per le sue ferite, ma anche per “la resilienza, la laboriosità e la capacità di restare”.
La visita del Papa ha avuto anche un forte valore istituzionale. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha parlato di un “risveglio delle coscienze” e ha ribadito l’impegno del governo nel contrasto ai reati ambientali. Tra le misure adottate, ha ricordato il potenziamento della videosorveglianza, l’uso dei droni e nuovi strumenti normativi che hanno già portato a decine di arresti e alla rimozione di tonnellate di rifiuti. Annunciato anche l’obiettivo di ampliare i programmi di screening sanitario abbassando l’età minima per la prevenzione oncologica.
Anche il sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi, ha definito la presenza del Pontefice “l’inizio di un tempo nuovo”, sottolineando l’impegno delle istituzioni nella bonifica del territorio e nella lotta agli sversamenti illegali. Sulla stessa linea il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha condiviso il richiamo del Papa alla giustizia ambientale e sociale.
Al di là delle dichiarazioni politiche, però, il cuore della giornata resta il volto della gente di Acerra, famiglie segnate dal dolore, volontari, associazioni e cittadini che da anni chiedono verità, salute e dignità. Con la sua visita, Papa Leone XIV ha riportato i riflettori su una delle ferite ambientali più gravi d’Italia, ricordando che la battaglia contro l’inquinamento non riguarda soltanto il territorio campano, ma il rapporto stesso tra sviluppo, legalità e tutela della vita umana. – 23 maggio 2026

















