Affitti brevi, dal terzo immobile scatta l’attività d’impresa

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E’ quanto prevede la Legge di Bilancio 2026, obbligo di partita IVA e a rischio dipendenti pubblici, avvocati, notai e commercialisti per possibili incompatibilità e sanzioni disciplinari

La Legge di Bilancio 2026 introduce una novità destinata a incidere su milioni di proprietari, dal terzo immobile concesso in affitto breve si presume l’esercizio di attività imprenditoriale. – Per affitto breve si intende la locazione di durata inferiore ai 30 giorni, con contratto ad uso turistico e immobile arredato. Fino a oggi era possibile gestire fino a cinque immobili come semplice attività privata. Con la nuova soglia, invece, già al terzo immobile scattano obblighi tipici dell’impresa: apertura della partita IVA, scelta del regime fiscale, adempimenti contabili, eventuale IVA e contributi previdenziali.

Il tema non è solo fiscale. I dipendenti pubblici a tempo pieno non possono svolgere attività d’impresa. Per chi affitta tre immobili, l’obbligo di partita IVA potrebbe quindi rendere incompatibile l’attività con il lavoro nella Pubblica Amministrazione. I part-time fino al 50% possono svolgere attività secondarie solo previa autorizzazione e senza conflitti di interesse. – Anche alcune professioni regolamentate rischiano conseguenze disciplinari. Avvocati (vigilati dal Consiglio Nazionale Forense), notai (Consiglio Nazionale del Notariato) e commercialisti (Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili) sono soggetti a norme di incompatibilità con l’attività d’impresa. Se la locazione breve diventa formalmente imprenditoriale, il rischio non è solo fiscale ma anche deontologico.

Per Confedilizia, il criterio numerico non basta a dimostrare l’esistenza di un’impresa. Il presidente Giorgio Spaziani Testa ha espresso perplessità sulla scelta di legare automaticamente la natura imprenditoriale al numero di immobili, temendo ripercussioni sui piccoli proprietari. – La nuova soglia potrebbe tradursi in: più obblighi fiscali e amministrativi; incompatibilità per dipendenti pubblici full time; possibili violazioni disciplinari per professionisti; riduzione delle entrate integrative per molti contribuenti. In caso di mancato adeguamento, si rischiano sanzioni fiscali e provvedimenti sul lavoro principale.

La stretta sugli affitti brevi, dunque, non riguarda solo il fisco.ma incide sul lavoro, sulle professioni e sulla possibilità di integrare il reddito attraverso il patrimonio immobiliare. – 04 marzo 2026

Fonte, Brocardi.it
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