Tensione davanti al Municipio per lo stadio chiuso da tre anni, in una città commissariata e alle prese con problemi ben più urgenti. La città divisa tra passione sportiva e problemi strutturali
Sorrento – Attimi di tensione nella mattinata di oggi davanti al Palazzo Municipale, dove una protesta di tifosi ha richiesto un imponente spiegamento di forze dell’ordine. Oltre dieci volanti tra Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Municipale sono intervenute per contenere una manifestazione che, per molti osservatori, è apparsa surreale e difficilmente comprensibile nel contesto attuale della città. – Una decina di giovani tifosi rossoneri ha tentato di accedere agli uffici comunali al grido di “dateci il campo sportivo”, dando vita a momenti di concitazione protrattisi per circa un quarto d’ora. L’addetto alla vigilanza ha richiesto l’intervento della Polizia Municipale, seguita poco dopo dai Carabinieri della Compagnia di Sorrento, che hanno provveduto all’identificazione dei presenti.
Al centro della protesta, la richiesta di chiarimenti sui tempi di riapertura del campo sportivo cittadino, chiuso da circa tre anni e interessato da lavori di rifacimento attualmente fermi. I manifestanti chiedevano un incontro con il vice commissario prefettizio Eliseo Nicolì, che al termine della protesta ha accettato di ricevere una delegazione composta da due rappresentanti del gruppo. – I lavori dello stadio Italia sono bloccati da mesi anche a causa dell’inchiesta giudiziaria che coinvolge l’ex sindaco Massimo Coppola, attualmente in carcere per presunti episodi di corruzione legati ad appalti pubblici. Un’indagine che continua a tenere sotto la lente della magistratura la gestione amministrativa del Comune, oggi commissariato.
Secondo quanto trapelato, a far scattare la manifestazione sarebbe stata la notizia dell’esclusione di una delle società coinvolte nel raggruppamento di imprese incaricate dei lavori, risultata non in regola con le normative. Una circostanza che ha portato alla sua sostituzione con un’azienda conforme ai requisiti, passaggio necessario proprio per consentire la ripresa dell’intervento. Ed è qui che la protesta appare a molti ancora più incomprensibile: proprio in questi giorni, infatti, la gestione prefettizia, reduce dall’inaugurazione della nuova scuola di Cesarano, ha avviato le procedure per riportare alla normalità i principali cantieri cittadini, compreso quello del campo sportivo, con l’obiettivo dichiarato di far ripartire i lavori nel più breve tempo possibile.
Il tutto mentre Sorrento continua a fare i conti con criticità ben più profonde e strutturali, circa le quali si vorrebbe vedere il medesimo attivismo, in particolar modo da parte dei giovani, iniziando dall’emergenza sanitaria a quella abitativa, passando per le difficoltà del sistema dei trasporti, il dissesto idrogeologico e una qualità della vita messa a dura prova. In questo scenario, la mobilitazione per il campo sportivo, pur comprensibile sul piano emotivo, rischia di apparire fuori misura rispetto alle priorità di una città chiamata a ricostruire credibilità, legalità e servizi essenziali. – 30 gennaio 2026

















