Tra inchieste, commissariamento e nomi ormai obsoleti, perche è prematuro il ritorno della politica a Sorrento
Sorrento – Da settimane la stampa locale continua a scandire, con sorprendente regolarità, un conto alla rovescia verso la fine del commissariamento del Comune di Sorrento e il ritorno alle urne. Un racconto che, però, non trova riscontro nei fatti e rischia di alimentare più confusione che informazione. – Il punto da cui partire dovrebbe essere uno solo, e fondamentale: il commissariamento non è affatto prossimo alla conclusione, nonostante venga dato per imminente da alcuni organi di informazione. L’inchiesta giudiziaria avviata dalla Procura, che ha portato all’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola con l’accusa di corruzione, è tutt’altro che chiusa. 
Eppure, mentre la magistratura prosegue il proprio lavoro, assistiamo a uno spettacolo imbarazzante: la riproposizione di nomi, alleanze e formule politiche che richiamano in larga parte le passate amministrazioni. Proprio quelle stagioni politiche nelle quali è nato e si è consolidato il cosiddetto “sistema Sorrento”, un sistema che l’ex sindaco Coppola non ha creato dal nulla, ma che ha fatto suo, rielaborandolo e rendendolo più aggressivo ed efficace nei suoi meccanismi distorti. – Alla luce di ciò, risulta difficile comprendere come possano essere considerati credibili potenziali candidati coloro che, a vario titolo, hanno contribuito alla nascita e al mantenimento di quel sistema che oggi getta un’ombra pesantissima sull’intera comunità sorrentina. Anche l’ipotesi di un “sindaco unitario”, di cui si continua a vociferare, appare quantomeno paradossale se l’unità viene ricercata tra esponenti di un passato politico che oggi rappresenta più un problema che una soluzione.
La verità è che non è questo il tempo delle elezioni, né dei nomi spesi con leggerezza sulle pagine dei giornali. È il tempo della Magistratura, che deve poter concludere le indagini senza pressioni né distrazioni mediatiche. È il tempo di lasciare che il Comune continui a essere guidato dalle mani sicure della commissaria prefettizia Rosalba Scialla, chiamata a ristabilire legalità, trasparenza e corretto funzionamento della macchina amministrativa.


















