Pesca illegale dei datteri di mare, disastro ambientale in Penisola Sorrentina. Le condanne definitive

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Sette anni al capo dell’organizzazione. Accertata la devastazione di oltre sei chilometri di costa, anche in aree marine protette. Il Tribunale di Torre Annunziata chiude una lunga inchiesta sulla pesca illegale dei datteri di mare: riconosciuta l’esistenza di un’organizzazione criminale e i danni irreversibili ai fondali

Torre Annunziata – Si chiude con condanne pesanti una delle più gravi vicende di criminalità ambientale che hanno colpito la Penisola Sorrentina negli ultimi anni. Il Tribunale di Torre Annunziata ha messo la parola fine a un processo lungo e complesso, accertando l’esistenza di un’organizzazione criminale strutturata dedita alla pesca e al commercio illegale di datteri di mare, responsabile di un vero e proprio disastro ambientale lungo la costa.

Il procedimento, iniziato nel dicembre 2021 e articolato in 37 udienze, ha coinvolto sei imputati chiamati a rispondere, a vario titolo, di reati gravissimi: dal disastro ambientale all’associazione per delinquere, dalla distruzione di habitat protetti alla commercializzazione di prodotti alimentari nocivi. Il Tribunale ha riconosciuto la piena operatività del sodalizio criminale, infliggendo sette anni di reclusione al promotore e capo dell’organizzazione. Gli altri imputati hanno ricevuto condanne comprese tra cinque anni e otto mesi e sei anni e otto mesi, tutte aggravate dalla componente ambientale, con interdizione perpetua dai pubblici uffici.

La sentenza ricostruisce un sistema illecito attivo almeno dal 2016 nei comuni di Castellammare di Stabia, Vico Equense, Piano di Sorrento, Meta, Sorrento e Massa Lubrense, dedito in modo sistematico alla devastazione dei fondali marini per l’estrazione di datteri di mare, la cui pesca è vietata da oltre vent’anni. Le indagini hanno accertato la distruzione meccanica di scogli e rocce lungo più di sei chilometri di costa e l’annientamento delle comunità bentoniche fino a quindici metri di profondità, con danni definiti irreversibili.

Particolarmente grave l’impatto all’interno dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella e dei siti della rete Natura 2000, dove la perdita del patrimonio geologico e biologico è stata giudicata permanente. I sequestri – oltre due tonnellate e mezzo di datteri di mare e centinaia di chilogrammi di vongole – hanno confermato la dimensione industriale del traffico.

Il Tribunale ha disposto anche il risarcimento dei danni a favore dei ministeri competenti e dell’associazione ambientalista Marevivo, costituiti parte civile. La sentenza rappresenta un passaggio giudiziario di grande rilievo nella difesa dell’ambiente marino, ribadendo che la tutela degli ecosistemi costieri passa anche attraverso una risposta ferma alla criminalità organizzata. – 24 dicembre 2025

Fonte IGV News
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