Mentre lungo il litorale di Massalubrense si interviene, a Sorrento e dintorni l’illegalità sul demanio continua a essere tollerata. Nemmeno il cambio di governance amministrativa con la gestione commissariale prefettizia ha prodotto segnali di discontinuità, con provvedimenti significativi e azioni di ripristino dello stato dei luoghi
Penisola Sorrentina – Nove strutture ricettive sequestrate, oltre 500 metri quadrati di arenile sottratti all’uso pubblico restituiti formalmente allo Stato e dieci soggetti deferiti all’autorità giudiziaria. È il bilancio dell’operazione condotta a Marina del Cantone, nel Comune di Massa Lubrense, dove Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto hanno colpito stabilimenti balneari e ristoranti rimasti illecitamente sul demanio marittimo ben oltre i termini consentiti dalle concessioni. – Un’operazione importante, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata in sinergia con la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli, che si inserisce in una più ampia attività di controllo a tutela del demanio marittimo e dell’ambiente costiero. I controlli, eseguiti con il supporto dell’Ufficio Tecnico comunale, hanno interessato la spiaggia di Nerano, in località Marina del Cantone, uno dei tratti più pregiati della costa massese. Le strutture sequestrate ,cinque stabilimenti balneari e quattro ristoranti, avrebbero dovuto essere rimosse al termine della stagione balneare, ma continuavano a occupare abusivamente l’arenile.
Fin qui la cronaca. Ma è proprio questo intervento, per la sua efficacia e puntualità, a rendere ancora più evidente il contrasto con quanto accade sull’altro versante della Penisola Sorrentina, in particolare lungo il litorale di Sorrento e dei comuni limitrofi. Un tratto di costa dove, da anni, persistono strutture permanenti realizzate sul demanio marittimo, spesso in assenza di titoli legittimi o in palese violazione delle concessioni, che tra l’altro, sottraggono porzioni sempre più estese di spiagge libere alla collettività. – Una situazione più volte denunciata da associazioni territoriali, comitati civici e cittadini, che hanno depositato segnalazioni circostanziate e dossier dettagliati presso la Procura della Repubblica, senza che a tali denunce sia seguito, finora, un intervento concreto e risolutivo. Esposti rimasti senza risposte, mentre le occupazioni abusive continuano a consolidarsi nel tempo, trasformandosi di fatto in una normalità tollerata.
Nemmeno il cambio di governance amministrativa ha prodotto segnali di discontinuità. Alla commissario prefettizio, subentrato alla guida del Comune di Sorrento, dopo gli arresti per corruzione del sindaco, è stata trasmessa una cospicua documentazione che evidenzia presunte irregolarità, abusi edilizi e occupazioni illegittime permanenti del demanio marittimo. Eppure, anche in questo caso, non si registrano provvedimenti significativi né azioni di ripristino dello stato dei luoghi. – Il risultato è un sistema a due velocità: da un lato operazioni come quella di Marina del Cantone, che dimostrano come il rispetto delle regole sia possibile quando vi è coordinamento istituzionale e volontà di intervento; dall’altro una lunga fascia costiera dove l’inerzia delle autorità competenti rischia di legittimare l’illegalità, alimentando disparità di trattamento e un senso diffuso di sfiducia.
La tutela del demanio marittimo non può essere selettiva né episodica. Il mare e le spiagge sono un bene pubblico e come tali devono essere difesi ovunque, senza zone franche né silenzi istituzionali. L’operazione di Massa Lubrense rappresenta un segnale forte. Resta ora da capire se sarà l’inizio di una linea coerente su tutta la Penisola Sorrentina o solo un’eccezione in un contesto ancora segnato da troppe omissioni. – 17 dicembre 2025
Fonte Cronache della Campania



















Chi scrive non si rende conto del fatto che sgomberare oggi le strutture presenti, valorizzare l’indennizzo degli uscenti e indire nuove gare è un’operazione complessa che richiede tempo e questo significa impedire ai cittadini di usufruire di quelle strutture che non saranno sostituite nei tempi utili per la fruizione………
Chi scrive forse non sa che la balneazione nei lidi sorrentini porta lavoro ad oltre 170 famiglie e forse non sa che con un’azione coatta, queste 170 famiglie rimarrebbero senza un lavoro, peraltro stagionale.
Quindi, dopo il danno anche la beffa.
Ma purtroppo molti scrivono solo per alzare polemiche……….