Chiesti 5 anni di reclusione per una violenta aggressione ai danni dell’attivista Claudio d’Esposito e una serie di presunte molestie e minacce rivolte al giornalista d’inchiesta e firma de Il Fatto Quotidiano, Vincenzo Iurillo
Torre Annunziata – Ieri, davanti al Giudice Monocratico del Tribunale di Torre Annunziata, si è svolta l’udienza conclusiva del processo a carico dell’imprenditore Salvatore Langellotto,al momento detenuto per altra causa, accusato di gravi reati, ovvero, una violenta aggressione ai danni dell’attivista Claudio d’Esposito e una serie di presunte molestie e minacce rivolte al giornalista d’inchiesta e firma de Il Fatto Quotidiano, Vincenzo Iurillo. Il pubblico ministero ha chiesto al giudice una pena di 5 anni di reclusione
Secondo l’accusa, il 26 marzo 2023, a Sant’Agnello, Langellotto avrebbe aggredito Claudio D’Esposito, presidente del WWF Terre del Tirreno, con violenza: un ceffone al volto, seguito da una serie di schiaffi, pugni e calci. Tra i colpi denunciati anche un calcio alla tempia, alla spalla destra e alle costole sinistre. L’attivista avrebbe riportato una frattura costale giudicata guaribile in oltre 40 giorni. La Procura ritiene che il movente sia da ricondurre ai numerosi esposti e denunce firmati da D’Esposito in qualità di presidente del WWF, per la tutela dell’ambiente e del paesaggio nella penisola sorrentina. Denunce che, secondo l’accusa, avrebbero ostacolato interessi imprenditoriali di Langellotto. Parallelamente, l’imprenditore stabiese è imputato per atti persecutori, stalking, nei confronti del giornalista Vincenzo Iurillo. In un arco temporale compreso tra aprile 2023 e gennaio 2024, il cronista sarebbe stato oggetto di minacce, molestie e attenzioni intimidatorie tali da causargli un grave stato d’ansia, costringendolo a modificare le proprie abitudini di vita e di lavoro. Secondo la ricostruzione fatta dalla Procura, il “bersaglio” delle intimidazioni era proprio l’attività giornalistica di Iurillo. In particolare gli articoli pubblicati il 31 marzo e l’1 aprile 2023 sull’aggressione subita da D’Esposito, e un’inchiesta sulla cosiddetta “benedizione” dei camion della ditta di Langellotto, avvenuta il 30 dicembre 2023 davanti a una chiesa di Sant’Agnello. Tra gli episodi citati dall’accusa, anche un inseguimento all’interno di una farmacia di Sant’Agnello, dove Iurillo si rifugiò per sfuggire a Langellotto e a due sue presunti accompagnatori.
La requisitoria e le parole del PM, una “giungla” nel cuore della Costiera – Durante l’udienza, il pubblico ministero ha descritto la situazione con una forte metafora: “Nell’ecosistema della costiera sorrentina, l’imprenditore era il predatore che marcava il territorio, e l’attivista e il giornalista le “scimmiette sull’albero” che ebbero il coraggio di avvisare la comunità del pericolo”. Nel suo intervento, il magistrato ha sottolineato che le due condotte, l’aggressione e lo stalking ,sono da considerare “reati uniti dal vincolo della continuazione”. Pertanto, per la Procura, non si tratta di episodi separati, ma di un disegno intimidatorio volto a colpire chi denunciava o raccontava pubblicamente certe attività. La prossima udienza del processo è stata fissata per il 27 gennaio 2026. In quella data interverranno le parti civili, tra cui il WWF e il legale che rappresenta Claudio D’Esposito e la difesa dell’imputato, prima che venga emessa la sentenza. In quell’occasione si deciderà se le richieste della Procura troveranno accoglimento, e quale sarà la pena effettiva per Langellotto.
La vicenda, ancora una volta mette in luce la tensione profonda tra interessi economici, edilizi e iniziative di tutela ambientale che si registra, ormai da anni, in Penisola Sorrentina, una zona molto delicata dal punto di vista paesaggistico. Sottolinea i pericoli, anche fisici, che possono affrontare attivisti e giornalisti quando denunciano o raccontano fatti scomodi, e l’importanza della tutela della libertà di informazione.Nello stesso tempo però rappresenta un ulteriore segnale , da parte della Magistratura, nel difendere il diritto alla denuncia ambientale e alla cronaca indipendente, anche contro pressioni e intimidazioni. – 03 dicembre 2025

















