Parcheggio Rota a Sorrento, tra entusiasmo e silenzi, continua il processo per aggressioni e stalking

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Il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Vincenzo Iurillo,con un post pubblico su Facebook ha riacceso i riflettori su un processo penale ancora in corso e troppo spesso ignorato nell’euforia collettiva

SORRENTO – Mentre una parte della cittadinanza brinda all’acquisizione a patrimonio comunale dell’area di Vico III Rota, dove sarebbero dovuti sorgere 254 box interrati, un capitolo tutt’altro che chiuso della vicenda rimane relegato nel silenzio politico e mediatico,  quello giudiziario. A ricordarlo è il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Vincenzo Iurillo, che con un post pubblico su Facebook ha riacceso i riflettori su un processo penale ancora in corso e troppo spesso ignorato nell’euforia collettiva. Al centro del procedimento, evidenzia Iurillo,  c’è Salvatore Langellotto, imprenditore edile già coinvolto nella mancata realizzazione del controverso parcheggio. Langellotto è imputato per l’aggressione all’ambientalista e presidente del WWF Terre del Tirreno, Claudio d’Esposito, e per atti persecutori ai danni dello stesso Iurillo, che in quegli anni seguì da vicino la vicenda, raccontandola attraverso le pagine del quotidiano nazionale.

Secondo quanto raccontato dal giornalista, il procedimento ha subito un recente rallentamento per il trasferimento del giudice titolare, la dottoressa Camodeca, sostituita dalla dottoressa Marano, che ha preso in mano il dibattimento nella giornata del 12 settembre. Durante l’udienza, la nuova giudice ha fissato un calendario serrato di udienze, con l’obiettivo di chiudere il processo entro dicembre 2025. Il contrasto tra la soddisfazione civica per la riacquisizione del bene e il silenzio attorno alle conseguenze patite da chi ha denunciato gli abusi, ambientali e giudiziari,  restituisce una fotografia complessa di una vicenda che va ben oltre le ruspe e i progetti edilizi. È la storia di un contesto dove, ancora oggi, la tutela del territorio e della legalità può costare cara, anche a chi ne fa semplicemente cronaca o attivismo. – 21 settembre 2025

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