Sorrento e l’altro aspetto del turismo, quando l’ospite diventa maleducato

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La Città  nasconde una realtà sempre più difficile da ignorare, la maleducazione di una certa fetta di turisti che, complici l’anonimato e l’assenza di regole applicate, si sentono autorizzati a fare ciò che a casa loro non oserebbero

A Sorrento, città della gentilezza per tradizione, qualcuno ha sentito il bisogno di far sentire la propria voce con una scritta amara comparsa all’uscita della Circumvesuviana:”Tourists go home” un segnale inequivocabile di esasperazione. Un commento duro, quasi fosse un attacco al turismo, che invece ,a ben vedere, è una disperata richiesta di rispetto. – Perché tra scorci mozzafiato, limoneti e tramonti da cartolina, la Città  nasconde una realtà sempre più difficile da ignorare, la maleducazione di una certa fetta di turisti che, complici l’anonimato e l’assenza di regole applicate, si sentono autorizzati a fare ciò che a casa loro non oserebbero.

Non si tratta di un caso isolato o di qualche lamentela passeggera. È un fenomeno quotidiano. Dai bagni nella fontana di piazza Lauro agli schiamazzi notturni che disturbano residenti e famiglie, passando per il degrado sui treni della Circumvesuviana, dove il concetto di “convivenza civile” viene sistematicamente calpestato. Chi prende quel treno lo sa bene: pendolari, studenti, turisti rispettosi… tutti costretti a condividere lo spazio con soggetti che usano i sedili come deposito bagagli, occupando posti a discapito di altri passeggeri. Una scena che si ripete, giorno dopo giorno, sotto lo sguardo attonito di chi, per educazione o per barriere linguistiche, resta in silenzio. Ma la pazienza ha un limite. E non è tutto. A peggiorare la situazione c’è l’assenza cronica di controlli. Il personale a bordo dei treni è spesso inesistente, e nessuno interviene quando un viaggiatore si vede negato il diritto a un posto a sedere. Anzi, a volte chi osa chiedere di liberare un sedile viene pure guardato storto. Come se fosse lui il problema.

Sorrento ha costruito la sua fama sull’ospitalità, ma accogliere non significa accettare tutto. L’equazione “turista uguale beneducato” è ormai un’illusione romantica. E se il turista si sente in diritto di fare ciò che vuole, è anche perché nessuno gli dice di no. È forse arrivato il momento di rivedere questo modello di accoglienza a tutti i costi, che in nome del turismo lascia passare ogni abuso. Perché il rispetto deve essere reciproco. E perché l’immagine di Sorrento, quella vera, fatta di bellezza ma anche di civiltà, non può essere svenduta sull’altare del silenzio e dell’indifferenza. – 18 settembre 2025

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