A Sorrento il Comune acquisisce il fondo di via Rota. Per il Wwf Terre del Tirreno, un simbolo di resistenza ambientale

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Il fondo agricolo destinato a parcheggio, simbolo di una intera stagione di abusi e  speculazioni, acquisito dal Comune grazie alla commissaria prefettizia.Un provvedimento atteso da anni e che la politica locale non ha saputo o voluto combattere.  Un risultato raggiunto  grazie alla determinazione del WWF e il coraggio e la tenacia di Giovani Antonetti e dei VAS . Per  Claudio d’Esposito, l’acquisizione soltanto una svolta ma non un punto di arrivo.

SORRENTO – Una vittoria per la legalità urbanistica e la tutela del paesaggio arriva nelle ultime ore dal Comune di Sorrento, che ha ufficialmente acquisito al proprio patrimonio una porzione del fondo agricolo in via Rota, già oggetto di un controverso progetto edilizio per la realizzazione di 250 box interrati. Il provvedimento, atteso da anni e rimandato dalla politica, è stato finalmente portato a termine grazie all’intervento della commissaria prefettizia Rosalba Scialla, supportata dal sub-commissario Mario Ambrosanio.

La svolta arriva con l’ordinanza dirigenziale n. 188 dell’11 settembre 2025, firmata dal dirigente del VI Dipartimento Vincenzo Limauro, che dispone l’acquisizione gratuita dell’area – circa 1.325 metri quadrati – in applicazione dell’articolo 31, comma 3, del DPR 380/2001. L’area, di proprietà del sig. Adriano Bellacosa, era stata interessata da opere edilizie abusive, mai sanate, e per questo passata ora al patrimonio comunale. Un intervento atteso da tempo e che, come evidenziato da molti osservatori locali, la politica non ha saputo o voluto portare avanti, nonostante sentenze inconfutabili. Tra i protagonisti della lunga battaglia per bloccare quello che è stato definito “l’ennesimo scempio edilizio” spicca Claudio d’Esposito, presidente del WWF Terre del Tirreno, che insieme al compianto avvocato Giovanni Antonetti e all’associazione VAS (Verdi Ambiente e Società), si batterono sin dall’inizio con forza contro il progetto.

Una storia di speculazione e resistenza – Il progetto risale al 2010 –  puntualizza Claudio d’Esposito in un suo intervento su facebook – quando fu rilasciato un permesso di costruzione all’Edil Green s.r.l. per la realizzazione di un’autorimessa interrata su tre livelli con 285 box auto, su progetto dell’ing. Graziano Maresca. Un’opera che cancellò in pochi giorni un antico agrumeto, con ulivi secolari abbattuti di notte e sotto la pioggia”. Un’aggressione al paesaggio che d’Esposito non esita a definire “immane scempio”. Anni dopo lo stesso Claudio d’Esposito fu  vittima di una violenta  vile aggressione da parte di un imprenditore coinvolto nel progetto, a testimonianza della tensione e degli interessi che ruotavano intorno all’operazione. “Oggi – afferma il presidente del WWF Terre del Tirreno – resta solo un baratro nel terreno scavato a metà. Ma con l’acquisizione al patrimonio comunale, si apre la speranza che l’area possa essere restituita alla collettività, magari riportandola al suo stato originario, con più verde e più alberi di prima”. – La vicenda di via Rota rappresenta, secondo d’Esposito, solo la “punta dell’iceberg” di un fenomeno ben più ampio e radicato, ribattezzato “Boxlandia”: una lunga stagione di speculazione edilizia che ha trasformato i fondi agricoli della Penisola sorrentina in parcheggi interrati, sfruttando la cosiddetta Legge 19/2001. Una legge, secondo il WWF, spesso interpretata in modo forzato per legittimare progetti privati, che poco o nulla hanno risolto in termini di mobilità, traffico o sostenibilità, e che al contrario hanno prodotto danni ambientali irreversibili.

L’acqusizione solo una svolta, ma non un punto d’arrivo – Il provvedimento del Comune di Sorrento rappresenta un importante segnale di inversione di tendenza e una netta presa di posizione contro l’abusivismo edilizio. Tuttavia, come sottolinea d’Esposito, “non bisogna abbassare la guardia”. In altri comuni della Penisola, come Meta, si registrano nuovi tentativi di realizzare parcheggi interrati in aree agricole, nonostante i segnali giudiziari degli ultimi anni. – Il WWF Terre del Tirreno rinnova l’appello alle istituzioni, agli albergatori e ai cittadini affinché si uniscano nella difesa del paesaggio rurale, elemento chiave dell’identità e dell’economia turistica della Costiera. “Serve una nuova coscienza ambientale – conclude d’Esposito – capace di opporsi alla tentazione dell’‘oro grigio’ del cemento, in favore dell’‘oro giallo’ degli agrumi e dell’inestimabile valore del nostro paesaggio”. – 13 settembre 2025

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