Massalubrense, Monte di Torca in fiamme, il Wwf Terre del Tirreno denuncia: ennesimo incendio collegato al bracconaggio

Facebook
WhatsApp
Telegram
X
Threads
LinkedIn

Per la nota associazione ambientalista, c’è un rapporto strettissimo tra la caccia illegale e gli incendi boschivi nella Penisola Sorrentina

Massa Lubrense – Ancora fiamme, ancora devastazione al  Monte di Torca, dove vasta area è stato colpita da un’ incendio boschivo nei giorni del 5 e 6 agosto, con circa 19 ettari andati in fumo. Per il WWF Terre del Tirreno, che da anni monitora l’area, non si tratta di un caso isolato, né di un evento casuale. “È stato uno degli incendi più estesi degli ultimi dieci anni – denuncia Claudio d’Esposito, presidente dell’associazione – e guarda caso sempre nella stessa zona, già colpita nel 2016, 2018, due volte nel 2019, nel 2021, 2022 e ancora ora nel 2025. Otto incendi in meno di dieci anni non possono essere una coincidenza.” – Secondo d’Esposito, l’origine dolosa del rogo è evidente, e le motivazioni sarebbero legate al bracconaggio. “C’è un rapporto strettissimo tra la caccia illegale e gli incendi boschivi nella Penisola Sorrentina. Anche a Massa Lubrense, purtroppo, è così. Chi appicca il fuoco mira a liberare il terreno per facilitare l’attività venatoria illegale, specie in vista della stagione delle quaglie.” – La legge italiana (L. 353/2000) prevede precisi divieti per le aree percorse dal fuoco: per 15 anni non si può cambiare la destinazione d’uso del territorio; per 10 anni non si possono costruire edifici o svolgere attività produttive, né cacciare o pascolare. Nei primi 5 anni, inoltre, è vietato anche il rimboschimento con fondi pubblici. – Eppure, denuncia il WWF, queste norme vengono troppo spesso ignorate. “Per spezzare questa catena – spiega d’Esposito – bisognerebbe impedire che chi trae profitto da queste aree continui indisturbato le proprie attività. In teoria, il Monte di Torca dovrebbe restare off-limits per i cacciatori per almeno dieci anni. In pratica, tra qualche giorno sarà già frequentato da bracconieri con cani addestrati e richiami elettronici per attirare le quaglie.”

Una richiesta di vigilanza attiva –  Il WWF Terre del Tirreno chiede un impegno concreto da parte delle autorità competenti: maggiore vigilanza, più controlli sul territorio e soprattutto la denuncia sistematica di qualsiasi attività sospetta, soprattutto in queste aree sensibili. “Solo così possiamo sperare di fermare questa spirale criminale – conclude d’Esposito – prima che il nostro patrimonio boschivo venga completamente distrutto.” – 09 agosto 2025

Facebook
WhatsApp
Telegram
X
Threads
LinkedIn
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
0
Would love your thoughts, please comment.x