Imputato per atti persecutori nei confronti del giornalista Vincenzo Iurillo e per l’aggressione al presidente del Wwf locale Claudio d’Esposito,l’imprenditore era destinatario di un ordine di carcerazione per un cumulo di pene legate a reati fallimentari, per un totale di oltre sette anni di reclusione
Dopo oltre un mese di irreperibilità, è stato arrestato dai carabinieri Salvatore Langellotto, imprenditore edile di Sant’Agnello, noto per i suoi legami con la criminalità organizzata e già condannato per concorso esterno al clan Esposito dei Monti Lattari. L’imprenditore è stato catturato a Villa Literno, in provincia di Caserta. La misura è stata eseguita su disposizione della Procura Generale di Napoli.
Langellotto, imputato per atti persecutori nei confronti del giornalista Vincenzo Iurillo del Fatto Quotidiano e per l’aggressione al presidente del Wwf locale Claudio d’Esposito, era destinatario di un ordine di carcerazione per un cumulo di pene legate a reati fallimentari, per un totale di oltre sette anni di reclusione. Il nome di Langellotto è salito alla ribalta anche per le minacce rivolte al cronista Vincenzo Iurillo, colpevole di aver raccontato pubblicamente i suoi trascorsi giudiziari. Proprio queste vicende erano state oggetto di un servizio televisivo delle Iene andato in onda a gennaio 2024, in cui l’imprenditore si era lasciato andare a intimidazioni in diretta durante una telefonata con l’inviato Giulio Golia. Prima di rendersi irreperibile, Langellotto era sottoposto al divieto di dimora nella provincia di Napoli, ma continuava a seguire i suoi cantieri in altre zone della Campania. – 28 luglio 2025

















