La nota associazione ambientalista, con il presidente Claudio d’Esposito, evidenzia che, sebbene negli anni scorsi l’amministrazione avesse disposto un servizio di guardiania estiva per prevenire queste violazioni, tale presidio non risulta attualmente attivo. Il risultato è un traffico intenso e pericoloso, in palese violazione del divieto, documentato anche con foto e testimonianze da parte di cittadini e volontari.
Sorrento – Ancora una volta, il sito archeologico e naturalistico dei Bagni della Regina Giovanna finisce al centro di una segnalazione di degrado ambientale e mancato rispetto delle normative. A intervenire con una nota ufficiale è il WWF Terre del Tirreno con presidente Claudio d’Esposito, che ha indirizzato una formale richiesta di intervento al Commissario Prefettizio del Comune di Sorrento e alla Polizia Locale. Secondo quanto riportato dall’associazione ambientalista, la stradina che conduce ai celebri ruderi della Villa Pollio e alla baia dei Bagni della Regina Giovanna, considerata una delle trenta località balneari più belle d’Italia,sarebbe quotidianamente attraversata da motorini, scooter, motociclette e perfino automobili, nonostante l’esistenza di un’ordinanza comunale che vieta il transito e la sosta dei veicoli a motore non autorizzati.
Il WWF denuncia che, sebbene negli anni scorsi l’amministrazione avesse disposto un servizio di guardiania estiva per prevenire queste violazioni, tale presidio non risulta attualmente attivo. Il risultato è un traffico intenso e pericoloso, in palese violazione del divieto, documentato anche con foto e testimonianze da parte di cittadini e volontari. – “I veicoli, spesso a velocità sostenuta, mettono a rischio l’incolumità dei bagnanti e dei turisti a piedi, costretti a schiacciarsi contro i muri per scansare le due ruote,” si legge nella nota del WWF. “In risalita, sono costretti a respirare gas di scarico e fumi prodotti da mezzi spesso sovraccarichi, il tutto mentre i veicoli vengono parcheggiati nei pressi dei ruderi o sotto gli ulivi coltivati.” – Claudio d’esposito sottolinea la delicatezza dell’area, vincolata sotto il profilo paesaggistico, naturalistico e archeologico, e sottoposta a tutela anche in virtù della presenza dell’antico basolato romano. Il passaggio e la sosta dei veicoli starebbero contribuendo al deterioramento del fondo stradale e dei reperti archeologici, oltre che violando normative che vietano la sosta di mezzi a motore su terreno agricolo coltivato. A rendere ancora più amaro il quadro è la testimonianza di un volontario del WWF che, lo scorso 20 luglio, ha segnalato la situazione a due agenti della Polizia Locale presenti nella zona, ricevendo però solo l’invito a fare una denuncia telefonica formale, senza che alcun intervento diretto venisse effettuato sul posto. Il Wwf Terre del Tirreno chiede interventi urgenti e misure concrete, come il ripristino della guardiania, la chiusura del cancello, fino all’installazione di sistemi di videosorveglianza.



















