La realta è scoraggiante, con un numero di interventi fuori legge impressionante. Molte opere risultano persino “autorizzate” da uffici pubblici, pur essendo palesemente in contrasto con le normative ambientali e paesaggistiche vigenti
Sorrento – Un paesaggio tra i più celebrati d’Italia, un patrimonio ambientale e culturale unico al mondo, lentamente deturpato da decenni di speculazione edilizia. Una vera e propria ferita aperta, che si allarga ogni giorno tra l’indifferenza – e in certi casi la complicità – di molte amministrazioni comunali. A denunciare con forza questa deriva è il WWF Terre del Tirreno, guidato da anni dall’instancabile Claudio d’Esposito, figura simbolo di una resistenza ambientalista spesso solitaria, troppo spesso lasciata sola.
Non si tratta di allarmismo, ma di una realtà documentata. Dai Monti Lattari alla Punta della Campanella, passando per le coste e le frazioni interne, continuano a comparire nuove rampe carrabili, case abusive, strutture turistiche camuffate da agriturismi, sbancamenti in zone protette e interventi “di riqualificazione” spesso peggiori dei problemi che promettevano di risolvere. Tutto questo accade in un silenzio istituzionale che diventa ogni giorno più assordante.
Claudio d’Esposito e i volontari del WWF Terre del Tirreno, nonostante minacce e intimidazioni, continuano a vigilare sul territorio con un’attività costante di monitoraggio, denuncia e sensibilizzazione. Ma la realtà, come racconta lo stesso presidente, è scoraggiante: “Segnaliamo ogni abuso, ma il numero di interventi fuori legge è impressionante. Il territorio è sotto assedio da tempo: sbancamenti, tagli di alberi, scarichi abusivi, opere non autorizzate. E quello che fa più rabbia – aggiunge d’Esposito – è che molte opere risultano persino “autorizzate” da uffici pubblici, pur essendo palesemente in contrasto con le normative ambientali e paesaggistiche vigenti. Opere di “riqualificazione” spesso realizzate con soldi pubblici (PNRR) da progettisti ed enti incuranti dell’ambiente e delle stesse Leggi poste a tutela”.
Gli ultimi episodi, avvenuti tra Vico Equense e Massa Lubrense, parlano chiaro. In pochi giorni, grazie alle segnalazioni del WWF, sono stati posti sotto sequestro diversi tracciati carrabili e manufatti realizzati senza alcuna autorizzazione, in piena violazione delle norme di tutela ambientale. Il Comando della Polizia Locale e i Carabinieri Forestali sono intervenuti, ma questi blitz restano interventi isolati, spesso tardivi. Il problema sta a monte: un sistema che consente agli abusi di nascere, crescere e consolidarsi, troppo spesso grazie a vuoti normativi, negligenze o vere e proprie connivenze politiche.
Le accuse rivolte alle amministrazioni comunali sono pesanti: non solo scarsa vigilanza, ma in alcuni casi l’uso politico del fenomeno abusivismo per alimentare consenso elettorale. “C’è chi chiude un occhio per non scontentare certi elettori, c’è chi approva progetti che sotto la maschera dello sviluppo celano interessi ben diversi – denuncia ancora d’Esposito – e intanto la nostra terra si impoverisce, giorno dopo giorno”.
Non manca, poi, la denuncia contro un modello turistico aggressivo, che sacrifica la sostenibilità ambientale sull’altare del profitto immediato. Ville, Spa, residence e alberghi nati senza una vera pianificazione contribuiscono a un’economia di massa che depaupera il territorio e peggiora la qualità della vita dei residenti.
“È tempo di dire basta. Di denunciare con forza ogni scempio, di difendere ogni albero, ogni metro di terra, ogni angolo di costa. Non possiamo continuare a perdere pezzi della nostra identità paesaggistica”, conclude d’Esposito. E il suo appello è un monito rivolto non solo ai cittadini, ma soprattutto a quelle istituzioni che hanno il dovere – morale e legale – di tutelare un patrimonio che non appartiene solo al presente, ma alle generazioni future. – 05 maggio 2025

















