Luna Rossa parte forte nelle acque di via Caracciolo, ma la sfida con New Zealand e gli altri equipaggi è già serrata. Napoli si prepara al grande appuntamento del 2027
Napoli – Il Golfo fa da palcoscenico, Posillipo e Castel dell’Ovo fanno da cornice, ma quando gli AC40 entrano in acqua c’è poco spazio per la contemplazione. A Napoli è cominciata la corsa verso l’America’s Cup 2027 e i nove equipaggi arrivati in città hanno già messo in chiaro le loro intenzioni: questa non sarà soltanto una prova generale. La seconda regata preliminare della 38ª America’s Cup si disputa nelle acque napoletane e rappresenta un importante banco di prova in vista della grande sfida del 2027. Gli equipaggi si confronteranno nelle regate di flotta, prima della finale di match race riservata ai primi due classificati. Alla vigilia Luna Rossa ha già lanciato un segnale importante. Nella giornata di prove, il team senior italiano ha conquistato tutte e tre le regate disputate, mostrando velocità e una buona capacità di lettura del vento.
“Bisogna partire forte, è inutile nascondersi – ha detto Max Sirena – Chiunque è qua per cercare di vincere”. Parole che fotografano bene lo spirito della competizione: Napoli è il laboratorio in vista del 2027, ma nessuno sembra disposto a considerare queste regate un semplice allenamento. Gli occhi sono inevitabilmente puntati anche sulla sfida tra Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand, già protagoniste a maggio a Cagliari, dove gli italiani si sono imposti nella finale della prima regata preliminare.
Luna Rossa, intanto, punta anche sul ricambio generazionale e sulla presenza femminile. Sulla seconda imbarcazione, quella Women & Youth, ci sarà la skipper bresciana Margherita Porro, mentre Maria Giubilei sarà impegnata come trimmer sul team senior. “È bello vedere almeno una di noi su entrambe le barche – ha sottolineato Porro –. È un bel messaggio per tutte le donne: ci siamo“. – La sfida nelle acque di via Caracciolo si annuncia serrata. Il campo di regata napoletano, con i suoi continui salti di vento, potrebbe diventare uno degli elementi decisivi. «Mi aspetto una regata fatta di sorpassi e controsorpassi, come in Formula 1», ha spiegato Porro, che a Napoli porterà anche un pizzico di scaramanzia: due corni rossi ricevuti in città.
Dall’altra parte, Emirates Team New Zealand arriva con una formazione che guarda al futuro. “Abbiamo un nuovo gruppo di velisti e una nuova generazione che sta crescendo, compreso mio figlio Jake”, ha spiegato lo skipper Nathan Outteridge. E il campione neozelandese ha ricordato la prospettiva più ampia della sfida: “L’America’s Cup si vince a luglio dell’anno prossimo”.
Intanto Napoli ha già risposto presente. Il Villaggio dell’America’s Cup sul lungomare è il cuore dello spettacolo a terra, con iniziative, intrattenimento e attività dedicate al pubblico. Ma la Coppa America, in questi giorni, prova ad andare anche oltre la vela. Sport e Salute ha portato il racconto della manifestazione anche a Casoria, con un playground dedicato allo sport e alle attività giovanili. – Il conto alla rovescia verso il 2027, dunque, è già cominciato. Per quattro giorni Napoli sarà il centro della vela mondiale. E se queste sono le prove generali, lo spettacolo promette di essere già quello delle grandi occasioni. – 25 settembre 2026

















