Il fuoco divora la montagna e corre verso Agerola, fiamme tra Amalfi, Conca dei Marini, Tovere e Vettica. Evacuato un locale a San Lazzaro. Vigili del Fuoco e volontari in campo. È una nuova notte di paura dopo i roghi che hanno colpito Positano, Laurito e Tordigliano
È una notte di paura quella che sta vivendo la Costiera Amalfitana. Un fronte di incendio di vaste proporzioni, divampato stasera, 14 settembre, sul versante tra Amalfi e Conca dei Marini, si è rapidamente propagato lungo la montagna, sospinto da raffiche di vento che rendono imprevedibile l’evoluzione delle fiamme. Il bagliore del rogo è visibile a chilometri di distanza. Il cielo sopra la Costiera si è tinto di rosso mentre una densa colonna di fumo si alzava dai versanti. Ma soprattutto il fuoco si è mosso da Amalfi verso Tovere e Vettica, fino ad avvicinarsi pericolosamente al territorio di Agerola. La paura è diventata poi concreta quando le fiamme sono arrivate in prossimità di San Lazzaro.
Dove la popolazione è scesa in strada. Alcuni residenti hanno cercato perfino di contribuire a contenere l’avanzata del fuoco con secchi d’acqua, ma il fronte continuava a propagarsi. Una scena che restituisce la drammaticità di una notte nella quale ogni raffica di vento può cambiare la direzione dell’incendio. Ad Agerola, proprio per la vicinanza del fronte, è stato evacuato precauzionalmente un locale. Il Gruppo comunale di Protezione Civile si è mobilitato per fornire assistenza alla popolazione. La priorità è proteggere le persone e impedire che le fiamme possano raggiungere le abitazioni. Ma la conformazione stessa del territorio rende tutto più difficile. Le raffiche alimentano le fiamme, spostano il fronte e possono trasportare faville anche a distanza. E in una terra fatta di costoni, valloni, macchia mediterranea e abitazioni disseminate sui versanti, raggiungere ogni punto dell’incendio diventa estremamente complesso. Sul posto sono impegnati i Vigili del Fuoco, insieme ai volontari della P.A. Resilienza e della P.A. Millenium Costa d’Amalfi. La battaglia contro il fuoco si combatte in condizioni difficili, durante una notte nella quale la montagna sembra essersi trasformata in un enorme braciere.
Non è un incendio isolato – È questo l’elemento che più preoccupa. Il rogo tra Amalfi e Conca dei Marini arriva infatti dopo una sequenza di incendi che ha interessato, nell’arco di pochissimo tempo, diversi punti della Costiera Amalfitana e della Penisola Sorrentina. Positano, Laurito, Tordigliano, Amalfi, Conca dei Marini, Maiori, una successione di focolai che ha costretto uomini e mezzi a spostarsi rapidamente da un’emergenza all’altra. A Positano, nelle ore precedenti, il fuoco aveva interessato la zona di San Pietro e Laurito, avvicinandosi ad abitazioni e strutture ricettive. Il distacco di materiale dal costone ha provocato una frana sulla Statale 163 Amalfitana, rendendo necessaria la chiusura temporanea della strada per consentire le verifiche e gli interventi di messa in sicurezza. Un particolare che racconta meglio di qualsiasi fotografia la fragilità di questo territorio.
Non esistono, al momento, elementi sufficienti per attribuire tutti i roghi a una stessa origine. Saranno le indagini e gli accertamenti degli organi competenti a stabilire se vi siano responsabilità e, eventualmente, quale sia la natura dei singoli incendi. Se anche soltanto una parte di questi episodi fosse riconducibile a comportamenti volontari, ci troveremmo davanti a qualcosa di molto più grave di una semplice emergenza ambientale. Sarebbe un attacco a un territorio fragile. Un attacco alla sicurezza delle persone, a un patrimonio naturalistico che non appartiene soltanto ai comuni della Costiera, ma all’intero Paese.
La Costiera Amalfitana è conosciuta in tutto il mondo per la sua straordinaria bellezza. Le terrazze, i boschi, i limoneti, i costoni che precipitano verso il mare, i piccoli centri incastonati nella montagna. Questa notte, però, quella stessa montagna è diventata una gigantesca linea di fuoco. Mentre i turisti guardano attoniti le immagini che arrivano dalla Costiera, c’è chi quella montagna la abita, chi ci lavora, chi conosce ogni strada e ogni sentiero. Sono loro, insieme ai soccorritori, a vivere in prima persona la paura. Se gli accertamenti dovessero confermare una matrice dolosa per alcuni degli incendi, servirà una risposta ancora più forte sul piano investigativo e giudiziario. Servono monitoraggio del territorio, manutenzione, controllo delle aree più vulnerabili, sistemi di avvistamento tempestivo, coordinamento tra istituzioni e forze operative. Non basta rincorrere le fiamme. Bisogna impedire che qualcuno possa appiccarle.
Intanto, mentre il vento non concede tregua, il fuoco continua a tenere con il fiato sospeso la Costiera. I Vigili del Fuoco e i volontari continuano a lavorare. Questa notte la Costiera Amalfitana non è soltanto un’immagine spettacolare vista da lontano, è una montagna che brucia, un patrimonio naturale che si perde, una comunità che ha paura. Dietro quella luce rossa che squarcia il buio rimane una domanda che non può essere rimandata: ma perchè? – 15 settembre 2026

















