Nuove regole europee per le aree a forte pressione abitativa. I comuni potranno limitare le locazioni turistiche, ma la vera sfida sarà aumentare le case disponibili per residenti, famiglie e lavoratori
La crisi abitativa arriva al centro dell’agenda europea e potrebbe avere conseguenze importanti anche per la Penisola Sorrentina, uno dei territori italiani dove turismo, mercato immobiliare e disponibilità di abitazioni per i residenti si incontrano in modo particolarmente evidente.
La Commissione europea ha presentato l’Affordable Housing Act, un nuovo quadro di intervento destinato ad aiutare Stati ed Enti locali ad affrontare le situazioni nelle quali la domanda di abitazioni supera significativamente l’offerta. Tra i temi più delicati ci sono gli affitti brevi a uso turistico. Bruxelles non introduce un divieto generalizzato, ma consente alle autorità locali di prevedere limitazioni nelle aree sottoposte a comprovata pressione abitativa, purché siano fondate su dati concreti, necessarie e proporzionate. Una novità che potrebbe aprire una discussione importante anche nei Comuni della Penisola Sorrentina.
Il principio europeo è infatti quello di valutare il problema territorio per territorio, evitando di applicare automaticamente le stesse regole a realtà profondamente diverse. Secondo i dati riportati dal Centro Studi Aigab, in Italia le abitazioni destinate agli affitti brevi con un annuncio online sono circa 510mila, su un patrimonio complessivo di 35,6 milioni di abitazioni. A livello nazionale rappresentano quindi una quota contenuta, ma la situazione può cambiare radicalmente nelle località turistiche dove la disponibilità di immobili destinati alla residenza è più limitata.
in tale contesto si inserisce il caso della Penisola sorrentina, dove gli affitti brevi rappresentano una risorsa economica importante per proprietari e operatori del settore, ma la crescita della domanda turistica può rendere contemporaneamente più difficile trovare abitazioni disponibili per chi vive e lavora stabilmente sul territorio. La nuova impostazione europea potrebbe quindi offrire ai Comuni uno strumento in più, ma non una soluzione automatica. Prima di introdurre eventuali limitazioni sarà necessario dimostrare, attraverso dati attendibili, l’effettiva esistenza di una situazione di pressione abitativa. E soprattutto Bruxelles indica una strada che va oltre le restrizioni.
La Commissione sottolinea infatti che limitare gli affitti brevi da solo non basta. Servono nuove abitazioni, il recupero degli immobili inutilizzati, edilizia sociale e a prezzi accessibili e soprattutto incentivi capaci di rendere nuovamente conveniente la locazione residenziale di medio e lungo periodo. Probabilmente questa la vera sfida anche per la Penisola sorrentina, non contrapporre il turismo al diritto alla casa, ma trovare un equilibrio tra l’economia turistica e le esigenze di chi nei Comuni della Costiera vive tutto l’anno.
La partita europea, dunque, potrebbe trasformarsi anche in un’occasione per affrontare un problema che nelle località turistiche rischia di diventare sempre più evidente: non soltanto quanti alloggi destinare ai visitatori, ma soprattutto come garantire che la Penisola sorrentina continui ad avere case accessibili anche per i suoi residenti. – 12 settembre 2026

















