Addio a Emma Bonino,una vita per i diritti e l’Europa

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La storica esponente radicale aveva 78 anni. Ricoverata nei giorni scorsi al Santo Spirito di Roma per una grave crisi respiratoria, era stata trasferita fuori dalla terapia intensiva prima del repentino aggravamento

È venuta a mancare,oggi, venerdì 11 settembre, all’età di 78 anni, Emma Bonino, una delle figure più conosciute e autorevoli della politica italiana degli ultimi cinquant’anni. – Bonino era stata ricoverata nei giorni scorsi all’ospedale Santo Spirito di Roma a causa di una grave crisi respiratoria. Dopo un iniziale miglioramento e il trasferimento fuori dalla terapia intensiva, le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate fino al decesso.

Nata a Bra, in provincia di Cuneo, nel 1948, Bonino iniziò la sua attività politica negli anni Settanta con il Partito Radicale, distinguendosi soprattutto nelle battaglie per i diritti civili e per la legalizzazione dell’aborto. Da allora la sua storia politica è stata legata a temi come la libertà individuale, i diritti delle donne, la lotta contro la pena di morte e la difesa delle minoranze. – Nel corso della sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi in Italia e all’estero. È stata parlamentare, europarlamentare e commissaria europea, fino a diventare nel 2013 ministra degli Affari Esteri nel governo guidato da Enrico Letta. Il suo impegno internazionale l’ha vista protagonista di numerose campagne umanitarie, dalla lotta alla fame alla difesa dei diritti umani, fino alla battaglia contro le mutilazioni genitali femminili e alla promozione della Corte penale internazionale.

Convinta europeista, nel 2017 fu tra i fondatori di +Europa, continuando a sostenere con determinazione l’integrazione europea e le libertà civili. Anche negli ultimi anni, nonostante i problemi di salute, Bonino aveva continuato a intervenire nel dibattito pubblico, mantenendo quella determinazione che aveva caratterizzato tutta la sua vita politica.

Con la sua scomparsa se ne va una delle personalità più longeve e riconoscibili della Repubblica italiana. Una donna capace di dividere, far discutere e spesso anticipare il proprio tempo, ma che ha lasciato un segno profondo nella storia dei diritti civili e dell’europeismo italiano. – 11 settembre 2026

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