Sorrento e la vicenda Museo Correale, la Commissione Trasparenza invia gli atti a Procura e Corte dei conti

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Sotto esame tre protocolli d’intesa, finanziamenti, rendicontazione e gestione dei biglietti. Morelli illustra le sue segnalazioni. Persico contesta la competenza della Commissione: “Non è un tribunale né una Procura”. Al termine della seduta deciso all’unanimità l’invio della documentazione agli organi competenti

Sorrento – È la decisione assunta al termine della seduta a segnare il passaggio più rilevante della riunione della Commissione consiliare Trasparenza e Controllo degli atti del Comune di Sorrento, convocata ieri pomeriggio, 3 settembre, sulla vicenda relativa alla recente gestione di alcune attività della Fondazione Museo Correale di Terranova.

La Commissione ha infatti deliberato all’unanimità di trasmettere alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e alla Procura regionale della Corte dei conti per la Campania il verbale della seduta, la memoria conclusiva presentata dal dottor Bruno Morelli e tutta la documentazione da quest’ultimo prodotta. – Una decisione che non rappresenta un accertamento di responsabilità, né attribuisce alla Commissione funzioni proprie della magistratura. Il significato del provvedimento è piuttosto quello di rimettere agli organi istituzionalmente competenti la valutazione di una serie di circostanze e documenti emersi nel corso dell’audizione.

La questione preliminare sollevata da Cataldina Persico 

Prima di affrontare il merito della vicenda, la seduta si è aperta con un intervento della consigliera Cataldina Persico, che ha posto una questione di carattere procedurale e istituzionale. Persico ha contestato la mancata pubblicazione all’Albo pretorio e ha sostenuto che i due punti iscritti all’ordine del giorno non rientrerebbero nelle competenze previste dagli articoli 2 e 3 del regolamento della Commissione consiliare Trasparenza e Controllo degli atti. Secondo la consigliera, la trattazione degli argomenti avrebbe potuto determinare una violazione delle norme regolamentari, facendo assumere alla Commissione una funzione di tipo inquirente che non le sarebbe attribuita.

Un passaggio particolarmente netto del suo intervento ha riguardato la natura stessa dell’organismo: la Commissione Trasparenza, ha sostenuto Persico, non è un Tribunale e tantomeno una Procura. Di conseguenza, a suo giudizio, non sarebbe quella la sede nella quale Morelli avrebbe dovuto o potuto far valere le proprie ragioni in relazione all’istanza presentata. La consigliera ha inoltre evidenziato il rischio di creare un precedente: l’audizione di un privato cittadino in Commissione, collegata alla presentazione di un’istanza di accesso agli atti, potrebbe infatti consentire in futuro a chiunque di chiedere un’audizione indipendentemente dalla natura e dalla fondatezza della richiesta.

Altro elemento sollevato da Persico riguarda la natura della Fondazione Museo Correale. Il Museo, secondo la ricostruzione della consigliera, non sarebbe un ente partecipato dal Comune di Sorrento e, pertanto, andrebbe chiarito a quale titolo l’amministrazione comunale potrebbe esercitare una funzione di controllo nei suoi confronti. Persico ha posto inoltre una questione relativa all’applicazione della normativa sull’accesso agli atti, richiamando la natura e l’entità dei contributi pubblici ricevuti dalla Fondazione.

La richiesta di sottoporre al voto l’ammissibilità della trattazione è stata quindi messa ai voti. La Commissione ha deciso di procedere con due voti favorevoli e uno contrario, quello della consigliera Persico, che si è riservata ogni ulteriore valutazione in merito alla presunta violazione del regolamento.

I tre protocolli e le contestazioni di Morelli

Superato il passaggio preliminare, la Commissione ha ascoltato il dottor Bruno Morelli, firmatario della richiesta contenuta nel Protocollo n. 0052708 del 7 agosto 2026. – Morelli ha illustrato quanto già rappresentato nella documentazione depositata, concentrandosi soprattutto sulla successione di tre diversi protocolli d’intesa tra la Fondazione Museo Correale e la società Luciparallele Srl, affidataria del progetto.

Tra gli elementi segnalati vi è la particolare vicinanza temporale tra i diversi protocolli e la questione della tempistica dell’erogazione del finanziamento regionale alla società affidataria, intervenuta, secondo quanto rappresentato, prima della sottoscrizione del secondo protocollo. Morelli ha inoltre posto l’accento sulla sostenibilità economica del progetto rispetto all’entità del finanziamento, sostenendo che una delle soluzioni individuate sarebbe stata quella di attribuire alla società il 50 per cento del costo di ciascun biglietto, pari a 15 euro, previsione contenuta nel terzo protocollo d’intesa.

Un altro capitolo dell’audizione ha riguardato la corrispondenza tra il programma posto alla base dell’istruttoria per l’ammissione al finanziamento e le attività che sarebbero state concretamente realizzate. Morelli ha indicato alcuni esempi di beni e servizi che, secondo la sua ricostruzione, non sarebbero stati effettivamente consegnati o prestati al Museo, pur risultando richiamati nella documentazione utilizzata ai fini della rendicontazione. – La questione è stata posta anche in relazione alla relazione strumentale all’erogazione del finanziamento, che sarebbe stata sottoscritta dal rappresentante della società affidataria e che, secondo quanto contestato da Morelli, avrebbe compreso anche beni e servizi non erogati.

Il nodo delle somme e della gestione dei biglietti

Tra gli aspetti sottoposti all’attenzione della Commissione figura anche la mancata retrocessione delle somme spettanti al Museo, corrispondenti, secondo la ricostruzione illustrata durante la seduta, al 50 per cento del costo dei singoli biglietti. Morelli ha inoltre richiamato i rapporti tra i diversi soggetti coinvolti nell’organizzazione delle attività e nella gestione dei servizi, chiedendo che anche tali rapporti siano verificati attraverso l’esame della documentazione. Nel corso dell’audizione sono stati segnalati anche riferimenti contenuti nel programma ad ambiti territoriali che, secondo Morelli, non risulterebbero coerenti con quello di Sorrento. – Si tratta, è bene ribadirlo, di contestazioni e circostanze rappresentate dal segnalante e acquisite agli atti della Commissione, sulle quali non risultano dalla seduta accertamenti definitivi.

Il patrimonio della Fondazione

Un ulteriore profilo affrontato ha riguardato il patrimonio del Museo Correale e il ruolo del Comune di Sorrento.

Morelli ha richiamato l’atto fondativo della Fondazione, sostenendo che il Comune avrebbe l’onere di garantire che i beni destinati alla Fondazione rimangano nella disponibilità pubblica e che non possano essere retrocessi agli eredi della fondatrice. Anche questo aspetto è stato inserito nel più ampio quadro documentale consegnato alla Commissione e sarà ora sottoposto, insieme agli altri elementi, agli organismi competenti.

Al termine dell’esposizione, Morelli ha depositato una memoria conclusiva, acquisita formalmente agli atti, insieme alla documentazione richiamata nel corso della seduta.

Ivan Gargiulo: “Trasmettere gli atti alle Procure”

Nel corso della discussione è intervenuto anche il vicesindaco Ivan Gargiulo, presente alla seduta anche nella sua veste di assessore alla Trasparenza. Gargiulo ha evidenziato l’opportunità di procedere alla trasmissione formale degli atti alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei conti, affinché ciascuna autorità possa valutare gli elementi emersi secondo le proprie competenze.

Il consigliere Stefano Marzuillo ha invece sottolineato la necessità di affrontare la vicenda anche sul piano amministrativo, richiamando l’importanza di collocare la questione nella corretta sede istituzionale. – Alla fine, la Commissione ha scelto la strada della massima formalizzazione: all’unanimità ha stabilito di trasmettere il verbale della seduta, la memoria di Morelli e tutta la documentazione prodotta alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e alla Procura regionale della Corte dei conti per la Campania. Il compito della trasmissione è stato affidato al presidente Fiorentino. – Gli atti saranno inoltre inviati, per conoscenza, al segretario generale del Comune e al presidente del Consiglio comunale.

Nessuna conclusione anticipata

La riunione si è conclusa nel tardo pomeriggio lasciando aperta una vicenda che presenta ancora numerosi aspetti da chiarire. Il punto centrale rimane che  la Commissione non ha stabilito che vi siano state irregolarità né ha individuato responsabilità personali. Ha invece ritenuto che le circostanze rappresentate e la documentazione acquisita presentassero un potenziale rilievo tale da dover essere sottoposto agli organi competenti. Sarà ora la magistratura, ordinaria e contabile, nell’ambito delle rispettive attribuzioni, a valutare gli atti trasmessi e a stabilire se esistano profili di responsabilità o ulteriori elementi da approfondire. Sul piano politico e amministrativo, resta invece il compito della Commissione di proseguire il proprio lavoro nel rispetto delle competenze assegnate dal regolamento.

La seduta di ieri consegna dunque un dato politico-istituzionale preciso: la vicenda Museo Correale è tutt’altro che archiviata.

Dopo le segnalazioni, le contestazioni e il confronto in Commissione, saranno ora i documenti a parlare. Ed è proprio sulla verifica degli atti, più che sulle contrapposizioni, che si giocherà il prosieguo di una vicenda destinata inevitabilmente a mantenere alta l’attenzione sull’amministrazione del patrimonio, sulla gestione delle risorse pubbliche e sui rapporti tra il Comune di Sorrento e la Fondazione Museo Correale di Terranova. – 04 settembre 2026

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