A Pompei, tensione al Parco archeologico, presidio delle guide contro la nuova organizzazione del servizio

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Centinaia di professionisti in presidio davanti agli Scavi: i sindacati chiedono un tavolo di confronto, ma la direzione conferma la linea sulla riorganizzazione del servizio

Pompei – Cresce il confronto e la tensione. tra le guide turistiche e la direzione del Parco Archeologico di Pompei. Nei giorni scorsi centinaia di professionisti del settore hanno dato vita a un presidio davanti all’ingresso degli Scavi, in Piazza Esedra, per protestare contro l’eliminazione della postazione loro dedicata all’interno del sito. La manifestazione si è svolta senza disagi per i visitatori, ma segna un punto di rottura nel dialogo tra categoria e direzione. I rappresentanti sindacali chiedono l’apertura di un tavolo di concertazione con il direttore generale, Gabriel Zuchtriegel. La risposta, però, appare netta: “Non si discute”.

In una nota ufficiale, Zuchtriegel spiega che la decisione nasce da “evoluzioni giuridiche e culturali del settore” che avrebbero reso necessario uniformare Pompei agli altri musei e parchi archeologici nazionali e internazionali. Secondo il direttore, il presidio delle guide private rappresentava ormai un’anomalia organizzativa. Dopo le contestazioni dell’Antitrust nel 2018  che avevano portato alla rimozione di analoghe postazioni in altri siti, solo Pompei era rimasta con questa modalità. – La postazione, ricorda la direzione, era stata istituita nel 2010 in un contesto emergenziale per regolamentare l’interazione tra visitatori e guide. “L’emergenza è stata superata”, sostiene Zuchtriegel, sottolineando come, soprattutto dopo la pandemia, la domanda sia cambiata: sempre più turisti arrivano con guide prenotate online o tramite agenzie. – Il Parco, inoltre, evidenzia di aver già attivato servizi culturali e didattici interni, attraverso personale ministeriale e concessioni affidate con procedure pubbliche. Tra le motivazioni addotte anche il “moltiplicarsi di lamentele” legate alla presunta mancanza di trasparenza, alla qualità delle visite, alle competenze linguistiche dichiarate e alla fatturazione fiscale.

Proprio queste accuse sono al centro della reazione delle guide turistiche, che parlano di “fango” gettato su un’intera categoria. I rappresentanti chiedono un confronto formale per chiarire le criticità e ridefinire il ruolo dei professionisti all’interno del sito archeologico più visitato d’Italia. La tensione è salita ulteriormente dopo che il direttore ha reso noto di aver ricevuto una lettera dai toni offensivi, per la quale ha annunciato un’azione legale

Un nuovo assetto per le visite –  Nonostante la chiusura del presidio, la direzione assicura che non sarà preclusa la presenza di guide private all’interno degli Scavi. L’obiettivo dichiarato è superare un sistema ritenuto non più adeguato, distinguendo nettamente tra servizio pubblico e operatori privati. “Credo che alla fine questo cambiamento farà bene a tutti, incluse le guide”, afferma Zuchtriegel, ricordando la propria esperienza personale nel settore e definendo quello della guida un lavoro “difficile, bellissimo e importante”. In queste settimane, al Parco è in corso anche un corso di aggiornamento e formazione per guide turistiche, iniziativa che la direzione considera un segnale concreto di attenzione verso i professionisti più qualificati. Il confronto resta aperto sul piano politico e sindacale, ma sul piano amministrativo la linea del Parco appare tracciata. Sullo sfondo, il nodo più ampio, come coniugare tutela, qualità dell’offerta culturale e libero mercato in uno dei simboli del patrimonio mondiale. – 14 febbraio 2026

Fonte e foto, Ansa

 

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