Le contestazioni della Procura, i provvedimenti di sequestro e una vicenda che riaccende il dibattito sulla gestione urbanistica in Penisola Sorrentina. Il ruolo dell’inchiesta e la puntualità dell’informazione
Il sequestro del ristorante tre stelle Michelin “Quattro Passi” di Nerano, disposto dai Carabinieri della Compagnia di Sorrento, riporta al centro dell’attenzione una vicenda complessa che intreccia tutela del territorio, urbanistica e responsabilità amministrative. Secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale diffuso dal procuratore Nunzio Fragliasso, il provvedimento di sequestro si fonda su “gravi indizi del reato di lottizzazione abusiva”, nell’ambito di un’indagine coordinata dal pubblico ministero Matteo De Micheli e convalidata dal Gip Emanuela Cozzitorto del Tribunale di Torre Annunziata.
Dalle indagini,come si legge negli atti della Procura, emergerebbe una presunta attività edilizia abusiva protrattasi nel tempo, che sarebbe stata agevolata anche da una condotta definita “quantomeno negligente” da parte del Comune di Massa Lubrense. In particolare, viene contestato il rilascio, nel corso degli anni, di provvedimenti di condono ritenuti illegittimi, affetti da gravi irregolarità: concessioni arrivate a distanza di decenni dalle istanze originarie e, soprattutto, in assenza dei necessari presupposti di legge, poiché gli immobili sarebbero stati modificati abusivamente nel periodo intercorrente tra la richiesta di sanatoria e il rilascio dei titoli. Un quadro che, sempre secondo la Procura, sarebbe stato riscontrato anche attraverso i plurimi controlli effettuati dalla Polizia Municipale.
Necessita tuttavia evidenziare che quello dei Quattro Passi non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in un modus operandi che ha caratterizzato per anni la gestione urbanistica di ampie aree della Penisola Sorrentina. Un sistema fatto di tolleranze, ritardi, interpretazioni elastiche delle norme e pratiche amministrative discutibili, che avrebbero consentito il consolidarsi di interventi edilizi in contesti di elevatissimo pregio paesaggistico.
Nello specifico, la notizia conferma ancora una volta l’importanza anche di un giornalismo d’inchiesta capace di seguire con continuità il lavoro della magistratura, offrendo ai cittadini informazioni fondate sugli atti ufficiali e contribuendo a mantenere alta l’attenzione su temi cruciali come la legalità e la tutela del territorio. – L’inchiesta della Procura di Torre Annunziata è tuttora in corso e ogni responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi competenti. Resta però il segnale forte di un’azione giudiziaria che, ancora una volta, punta a fare luce su decenni di trasformazioni edilizie controverse in una delle aree più belle e fragili del Paese. – 20 gennaio 2026

















