Fatture false, cooperative “di comodo” e incarichi pilotati, dagli atti dell’inchiesta emerge l’architettura del presunto sistema corruttivo che continua a travolgere Sorrento
da un articolo di Vincenzo Iurillo – Il Fatto Quotidiano (pubblicato oggi)
Non smette di sorprendere e inquietare l’inchiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata sul cosiddetto “Sistema Sorrento”, il presunto meccanismo corruttivo che ha già portato da oltre sei mesi agli arresti l’ex sindaco Massimo Coppola, accusato di corruzione. Un’indagine copiosa e in continua evoluzione, dalla quale continuano ad emergere elementi inimmaginabili per una città come Sorrento, storicamente lontana da simili scenari criminali. – Secondo quanto risulta dagli atti giudiziari visionati da Il Fatto Quotidiano, e ricostruiti in un articolo a firma di Vincenzo Iurillo, pubblicato in data odierna su “Il Fatto Quotidiano”, uno dei filoni più delicati dell’inchiesta riguarda tangenti che sarebbero state mascherate attraverso fatture fittizie emesse da una cooperativa di servizi di guardiania.

Fatture false e appalti sotto inchiesta – Gli atti della Guardia di Finanza collocano La Sorgente tra le cooperative riconducibili all’ingegnere Gennaro Esposito, anch’egli arrestato nell’ambito del Sistema Sorrento e considerato vicino all’ex sindaco. I finanzieri avrebbero rintracciato una fattura per presunte prestazioni legali di Coppola, pagata attraverso una provvista della cooperativa e poi girata a una società di Esposito. – Secondo la ricostruzione di Di Maio, De Angelis avrebbe simulato incarichi di guardiania per giustificare i bonifici alla cooperativa, salvo poi interrompere i pagamenti per il timore di controlli fiscali. Tentativi successivi di individuare ulteriori canali “fatturati” per le tangenti avrebbero generato attriti tra l’imprenditore e il sindaco. È in questo contesto che maturerebbe la proposta, sempre secondo il verbale, di nominare De Angelis amministratore delegato della Fondazione Sorrento, così da garantirgli un’indennità da restituire in contanti. Ipotesi che non si concretizzò, in quanto l’incarico fu affidato a Mario Gargiulo, candidato sindaco sconfitto, in una scelta che, secondo Di Maio, avrebbe avuto anche una funzione politica.
Il capitolo superbonus e lavori mai eseguiti – Nel corso dell’interrogatorio, Di Maio riferisce anche confidenze ricevute da un soggetto, con precedenti penali, pregiudicato per abusi edilizi e reati violenti, con diversi processi in corso per diffamazione e che a sua volta sarebbe stato informato da un consigliere comunale, avrebbe parlato di un presunto superbonus ottenuto per lavori mai realizzati su una struttura pubblica, il Santa Maria delle Grazie di Sorrento. Secondo questa versione, i fondi sarebbero stati spartiti tra Coppola, Esposito e una terza persona. Un filone ancora al vaglio degli inquirenti. – A seguito delle dichiarazioni e dell’istanza presentata dal suo legale, l’avvocato Alessandro Orsi, Di Maio ha ottenuto dopo poche settimane la scarcerazione e gli arresti domiciliari fuori regione, con il parere favorevole della Procura.
L’inchiesta sul Sistema Sorrento, coordinata dai magistrati di Torre Annunziata, si conferma dunque una delle più complesse e sorprendenti degli ultimi anni in Campania, capace di scoperchiare un presunto sistema corruttivo radicato e trasversale. Un quadro che Il Fatto Quotidiano, con il giornalista d’inchiesta Vincenzo Iurillo, continuerà a seguire e approfondire, in attesa che sia la magistratura a fare piena luce sulle responsabilità penali degli indagati. – 07 gennaio 2026

















