Sorrento, frana sul Nastro Verde. In una settimana soltanto disinformazione, scaricabarile e improvvisazione

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Dall’inizio la gestione dell’emergenza è sembrata approssimativa con provvedimenti affrettati e una visione tecnica inadeguata,che non sembra tener conto della realtà del luogo, estremamente complessa e instabile. Un evento annunciato con l’agonia lenta delle gabbionate ignorata dall’Ente statale. Imputare le responsabilità ai proprietari, appare  più come un tentativo di trovare un facile capro espiatorio che una valutazione tecnica seria. 

Sorrento – A una settimana dal vasto smottamento avvenuto al km 33+150 della SS 145 – Nastro Verde, l’arteria che collega Sorrento con la Costiera Amalfitana e Sant’Agata sui due Golfi, la situazione appare tutt’altro che sotto controllo. E ciò che più indigna residenti e automobilisti non è soltanto la frana in sé, l’ennesimo cedimento annunciato di un versante fragile, ma quella che appare con i fatti,una totale impreparazione da parte di ANAS e del  Comune – Sin dai primi momenti, la gestione dell’emergenza è sembrata approssimativa, con rilievi sommari e  segnalazioni scarse o inesistenti agli incroci principali; automobilisti costretti a tornare indietro, una volta trovatisi improvvisamente davanti alle barriere; assenza di una comunicazione tempestiva e coerente. Il tutto si inserisce nel consueto copione di scaricabarile cronico tra Comune e ANAS, che ancora una volta hanno dato prova di quella che continua ad apparire come una confusione istituzionale che sembra essere ormai “marca di fabbrica”.

L’ordinanza della Commissaria  una risposta immediata, ma tecnicamente discutibile – Coloro che speravano in una rapida soluzione sono rimasti sorpresi e in parte sconcertati, dall’ordinanza varata dal Comune. Un’ordinanza, quella firmata dalla commissaria prefettizia che, a una prima lettura, sembrerebbe voler affrontare rapidamente l’emergenza, intimando ai proprietari del fondo sovrastante di intervenire entro cinque giorni, secondo quanto indicato dalla relazione tecnica comunale. Il documento, probabilmente a causa della superficialità con la quale è stato relazionato l’evento da parte dei tecnici intervenuti, , non sembra tener conto della realtà del luogo, estremamente complessa e instabile. Non considera il dissesto idrogeologico per una zona ritenuta ad elevato rischio (P4 – R4, Zona Rossa) e il rischio di nuovicrolli della scarpata, una volta iniziati i lavori di sgombero. Non appare fondata su un quadro completo dei sopralluoghi necessari. In altre parole,sembrerebbe  un provvedimento redatto più “per dovere d’ufficio” che sulla base di una chiara strategia tecnica.

Le responsabilità strutturali: quelle gabbionate dell’ANAS installate negli anni ’60 – La relazione comunale, riportata  nell’ordinanza , evidenzia la presenza di gabbionate metalliche collassate, installate da ANAS negli anni Sessanta a seguito di una frana ben più grande e rappresentano opere pubbliche, strutturali, parte integrante della stabilità della statale. Pertanto è evidente che: la manutenzione di queste opere spetta ad ANAS, come previsto dall’art. 14 del Codice della Strada; l’assenza di manutenzione per decenni ha portato le gabbionate a un degrado estremo; proprio il cedimento delle gabbionate avrebbe potuto innescare lo scivolamento del terreno privato sovrastante. Per tanto appare quantomeno singolare, per non dire ingiusto ,pretendere oggi che i privati vengano considerati responsabili. gli stessi proprietari che all’epoca furono espropriati e che oggi paradoissalmente risultano esser anche accusati del cedimento di un’opera statale. Infatti,nella zona interessata dalla frana, i proprietari del fondo furono già costretti negli anni ’60 a cedere centinaia di metri di terreno per permettere la realizzazione della statale.
e proprio nel punto attuale della frana subirono persino la demolizione di una casa colonica. Oggi, quegli stessi proprietari si vedono imputare responsabilità che paiono più un tentativo di trovare un facile capro espiatorio che una valutazione tecnica seria. Una frana annunciata con l’agonia lenta delle gabbionate –  Lo smottamento non è stato un evento improvviso. Da anni i residenti segnalano cedimenti delle gabbionate, arrugginite e ormai prive di funzione. Una struttura che appare ormai com un enorme muro a secco che dovrebbe mantenere la pressione di centinaia di tonnellate di rocce e terreno  La mancanza di una regimentazione delle acque quando fu realizzata la struttura che rientra anch’essa nelle competenze dell’ANAS, ha completato l’opera. Nonostante tali avvisaglie nessuno (Anas e Comune) è mai  intervenuto. Intanto, mentre Comune e ANAS si limitano a redigere atti e comunicati, il fronte della frana continua a cedere. Basterebbe anche un controllo sommario per constatare nuovi punti di collasso lungo tutto il sistema di gabbionate. Eppure,in questi giorni, non risultano ulteriori sopralluoghi accurati da parte degli enti preposti. La realtà è che la situazione  sembrerebbe essere ben più grave di quanto comunicato. Infatti, non è detto che  l’intero versante potrebbe cedere una volta avviati i lavori di rimozione del materiale franato e pertanto è evidente che servirebbe un piano straordinario, non una semplice ordinanza.

Dissesto idrogeologico e l’ennesima prova di impreparazione istituzionale – La frana sul Nastro Verde sta a dimostrare, ancora una volta, che a Sorrento determinati eventi continuano ad essere affrontati con approssimazione, con il varo di provvedimenti affrettati e una visione tecnica inadeguata, ma soprattutto senza una  reale tutela per residenti e automobilisti. La realtà sta a dimostrare di come Comune e ANAS continuino a sottovalutare una problematica strutturale, ignorando le radici del dissesto idrogeologico e limitandosi a risposte burocratiche inefficaci. Finché la gestione del territorio resterà affidata a interventi tampone, mancata manutenzione e decisioni prese senza adeguata conoscenza dei luoghi, il Nastro Verde resterà una strada perennemente a rischio. E i cittadini, ancora una volta, pagheranno il prezzo dell’inerzia istituzionale. – 29 novembre 2025

Foto reportsorrento.it

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