Dall’inizio la gestione dell’emergenza è sembrata approssimativa con provvedimenti affrettati e una visione tecnica inadeguata,che non sembra tener conto della realtà del luogo, estremamente complessa e instabile. Un evento annunciato con l’agonia lenta delle gabbionate ignorata dall’Ente statale. Imputare le responsabilità ai proprietari, appare più come un tentativo di trovare un facile capro espiatorio che una valutazione tecnica seria.
Sorrento – A una settimana dal vasto smottamento avvenuto al km 33+150 della SS 145 – Nastro Verde, l’arteria che collega Sorrento con la Costiera Amalfitana e Sant’Agata sui due Golfi, la situazione appare tutt’altro che sotto controllo. 
L’ordinanza della Commissaria una risposta immediata, ma tecnicamente discutibile – Coloro che speravano in una rapida soluzione sono rimasti sorpresi e in parte sconcertati, dall’ordinanza varata dal Comune. Un’ordinanza, quella firmata dalla commissaria prefettizia che, a una prima lettura, sembrerebbe voler affrontare rapidamente l’emergenza, intimando ai proprietari del fondo sovrastante di intervenire entro cinque giorni, secondo quanto indicato dalla relazione tecnica comunale. Il documento, probabilmente a causa della superficialità con la quale è stato relazionato l’evento da parte dei tecnici intervenuti, , non sembra tener conto della realtà del luogo, estremamente complessa e instabile. Non considera il dissesto idrogeologico per una zona ritenuta ad elevato rischio (P4 – R4, Zona Rossa) e il rischio di nuovicrolli della scarpata, una volta iniziati i lavori di sgombero. Non appare fondata su un quadro completo dei sopralluoghi necessari. In altre parole,sembrerebbe un provvedimento redatto più “per dovere d’ufficio” che sulla base di una chiara strategia tecnica.
Le responsabilità strutturali: quelle gabbionate dell’ANAS installate negli anni ’60 – La relazione comunale, riportata nell’ordinanza , evidenzia la presenza di gabbionate metalliche collassate, installate da ANAS negli anni Sessanta a seguito di una frana ben più grande e rappresentano opere pubbliche, strutturali, parte integrante della stabilità della statale.

e proprio nel punto attuale della frana subirono persino la demolizione di una casa colonica. Oggi, quegli stessi proprietari si vedono imputare responsabilità che paiono più un tentativo di trovare un facile capro espiatorio che una valutazione tecnica seria. 

Dissesto idrogeologico e l’ennesima prova di impreparazione istituzionale – La frana sul Nastro Verde sta a dimostrare, ancora una volta, che a Sorrento determinati eventi continuano ad essere affrontati con approssimazione, con il varo di provvedimenti affrettati e una visione tecnica inadeguata, ma soprattutto senza una reale tutela per residenti e automobilisti. La realtà sta a dimostrare di come Comune e ANAS continuino a sottovalutare una problematica strutturale, ignorando le radici del dissesto idrogeologico e limitandosi a risposte burocratiche inefficaci. Finché la gestione del territorio resterà affidata a interventi tampone, mancata manutenzione e decisioni prese senza adeguata conoscenza dei luoghi, il Nastro Verde resterà una strada perennemente a rischio. E i cittadini, ancora una volta, pagheranno il prezzo dell’inerzia istituzionale. – 29 novembre 2025
Foto reportsorrento.it
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