Le imprese chiedono al Governo di non inasprire ulteriormente la pressione fiscale su un settore che, nonostante le difficoltà, continua a trainare l’economia nazionale
Le principali organizzazioni del comparto turistico-ricettivo – Confindustria Alberghi, Assohotel, Faita e Federalberghi – lanciano un appello al Governo per fermare l’aumento dell’imposta di soggiorno previsto nella prossima legge di bilancio. A preoccupare è la proroga dell’incremento di 2 euro per ospite, inizialmente pensato solo per l’anno giubilare 2025, e ora esteso anche al 2026. Secondo le associazioni, si tratterebbe di un rincaro compreso tra il 20% e il 40%, con picchi del 140% per le località coinvolte nelle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali. “Sono cifre esorbitanti – spiegano – e confidiamo che vengano riviste già in fase di bozza”.
Le imprese chiedono al Governo di non inasprire ulteriormente la pressione fiscale su un settore che, nonostante le difficoltà, continua a trainare l’economia nazionale. “Invece di premiare il turismo, si rischia di soffocarlo con nuovi oneri – denunciano – mentre molti Comuni disattendono l’obbligo di reinvestire parte del gettito nella riqualificazione dell’offerta turistica”. A esprimere forte preoccupazione è anche Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Campania e Penisola Sorrentina, che parla di un “segnale negativo per un comparto strategico, già alle prese con rincari energetici e costi di gestione crescenti”. “Non possiamo accettare che il turismo venga trattato come un bancomat – sottolinea Iaccarino –. Serve un cambio di passo, con politiche fiscali che sostengano la competitività e l’occupazione, soprattutto in territori dove l’accoglienza è parte integrante dell’identità locale”. L’appello delle associazioni di categoria è chiaro: serve una correzione di rotta immediata, per evitare di compromettere la tenuta del settore e la reputazione dell’Italia sul mercato turistico internazionale. – 18 ottobre 2025

















