Venerdì 16 ottobre il confronto in Comune tra istituzioni e categorie economiche. Dalla mobilità all’abusivismo ricettivo, dalla tutela del paesaggio alla sanità e al lavoro stagionale, il futuro turistico della Penisola si misura sulla capacità di affrontare i problemi quotidiani, non soltanto di celebrare i successi
Sorrento – «Sorrento capitale del turismo: identità e futuro», tale il titolo dell’incontro pubblico in programma venerdì 16 ottobre, alle ore 16,00 presso la sala consiliare del Palazzo Municipale, con la partecipazione del ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, chiamato a confrontarsi con le istituzioni locali e con gli esponenti delle associazioni di categoria sulle prospettive e sulle criticità del comparto turistico della Penisola sorrentina. 
L’iniziativa viene presentata dall’amministrazione comunale come un’occasione di dialogo tra il territorio e il Governo. “Il nostro obiettivo è portare all’attenzione del ministro Mazzi sia le grandi opportunità di crescita, con un’offerta ricettiva di qualità e con una pluralità di attrattori turistici, sia le criticità che la nostra penisola affronta quotidianamente, dalla mobilità alla fragilità idrogeologica”, ha dichiarato il sindaco Corrado Fattorusso, sottolineando la necessità di una collaborazione concreta tra istituzioni locali e nazionali. Un’impostazione condivisibile, che tuttavia richiama una, ormai atavica, questione di fondo: quale modello di turismo si vuole costruire per la Penisola sorrentina e, soprattutto, a vantaggio di chi?
Dalla promozione turistica ai problemi da risolvere
La forza dell’offerta turistica sorrentina è indiscutibile, il paesaggio, il patrimonio storico e culturale, le produzioni tipiche e la capacità di attrarre visitatori da tutto il mondo rappresentano un patrimonio che ha contribuito alla crescita economica del territorio. Ma proprio questo patrimonio rischia di essere compromesso se la crescita delle attività turistiche non viene accompagnata da una gestione attenta delle risorse, dei servizi e degli equilibri territoriali. – La mobilità e il traffico sono tra le emergenze più evidenti. La pressione dei flussi turistici si somma alle esigenze quotidiane dei residenti, in un territorio dalla viabilità fragile e con margini limitati per assorbire ulteriori volumi di circolazione. A ciò si aggiunge la necessità di controlli efficaci sul territorio, affinché le regole siano rispettate da tutti e non rimangano soltanto sulla carta.
Un altro nodo riguarda lo sviluppo dell’ospitalità extralberghiera. Non si tratta di mettere in discussione un settore che può rappresentare una risorsa economica importante, ma di distinguere le attività regolari da quelle abusive, contrastando le situazioni che alimentano concorrenza sleale e sottraggono spazio alla legalità. Su questo fronte, realtà come Atex Campania e Abbac hanno più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di controlli e di una regolamentazione effettiva del comparto. – La questione non può essere ridotta a una contrapposizione tra alberghi e strutture extralberghiere. Il punto è garantire regole uguali, servizi adeguati e un sistema capace di governare la crescita, anziché subirla.
Paesaggio, territorio e sanità, i limiti da non superare
La tutela del paesaggio e del patrimonio ambientale, storico e culturale della Penisola sorrentina deve partire innanzitutto da chi trae dal territorio e dalla sua bellezza i maggiori vantaggi economici: il mondo imprenditoriale del turismo. Non è sufficiente celebrare le qualità di Sorrento e della Penisola nei convegni e negli incontri istituzionali, se poi, di fronte a problemi come il dissesto idrogeologico, il progressivo deterioramento del paesaggio e la necessità di proteggere il patrimonio comune, non si registra una presa di posizione altrettanto forte e concreta da parte di chi proprio su queste risorse fonda una parte significativa dei propri profitti.
Il paradosso è evidente, mentre si esaltano le bellezze naturali che rendono la Penisola una destinazione conosciuta in tutto il mondo, continua a farsi strada l’idea che lo sviluppo turistico debba necessariamente passare attraverso nuove strutture, ampliamenti e ulteriori trasformazioni del territorio, con il conseguente rischio di altro consumo di suolo. Eppure, proprio quel paesaggio che si vorrebbe valorizzare rischia di essere compromesso da una crescita priva di limiti adeguati. È una contraddizione che non può essere ignorata, soprattutto quando a presentarsi come custodi delle eccellenze locali sono anche operatori economici che dovrebbero essere i primi a pretendere regole rigorose e una gestione responsabile delle risorse.
Occorre, quindi, cambiare registro. Il territorio e i suoi paesaggi devono tornare al primo posto, insieme al rispetto delle regole, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e alla salvaguardia dell’identità storica e culturale dei luoghi. Il buon turismo non si misura soltanto attraverso il numero di presenze, le nuove strutture o i fatturati, ma anche attraverso la capacità di conservare ciò che rende unica questa terra e di trasmetterlo alle generazioni future. Chi beneficia economicamente di questo patrimonio ha una responsabilità particolare nel difenderlo, non soltanto nel promuoverlo.
A questa riflessione si lega anche il tema della sanità. Non si può parlare compiutamente di una destinazione turistica di qualità se non si affrontano le esigenze di sicurezza e di assistenza di chi la visita, insieme a quelle dei residenti. La capacità di rispondere alle emergenze e di garantire servizi sanitari adeguati è parte integrante dell’accoglienza e della vivibilità di una comunità. Su questi nodi che si misura la credibilità di un confronto istituzionale. Se l’incontro di venerdì non sarà accompagnato dalla volontà di affrontare le contraddizioni del modello turistico attuale, di assumere impegni concreti e di mettere al centro l’interesse collettivo, il rischio è che si trasformi nell‘ennesima passerella, ricca di dichiarazioni e povera di risultati. in tali contesti, necessita essere consapevoli che parlare del futuro di Sorrento significa, prima di tutto, decidere quale territorio si vuole lasciare a chi verrà dopo di noi.
Il lavoro stagionale e la fuga dei giovani
Esiste infine una contraddizione che accompagna da tempo il successo turistico della Penisola, la difficoltà di garantire condizioni di lavoro adeguate a chi rende possibile quel successo. Il lavoro stagionale continua a rappresentare per molti lavoratori una condizione di precarietà, con periodi di occupazione limitati e retribuzioni che, soprattutto in un territorio caratterizzato da un costo della vita elevato, possono risultare insufficienti a sostenere un progetto di vita autonomo.
Anche il rinnovo contrattuale e il miglioramento delle condizioni economiche e professionali degli addetti devono entrare stabilmente nel dibattito sul futuro del comparto. Non basta lamentare la difficoltà di reperire personale se non si affrontano le ragioni per cui tanti giovani scelgono di cercare altrove opportunità più stabili e meglio retribuite. La progressiva difficoltà di trattenere le nuove generazioni sul territorio si intreccia, inoltre, con il problema dell’abitazione e con la necessità di trovare soluzioni che consentano a chi lavora in Penisola sorrentina di vivere vicino al proprio luogo di impiego. – Durante e dopo la crisi pandemica, il ricorso a manodopera proveniente dall’estero è stato indicato da alcuni operatori come una risposta alla carenza di personale. Ma il tema non può essere affrontato attraverso slogan, né trasformato in una contrapposizione tra lavoratori italiani e stranieri. Occorre interrogarsi sulle condizioni offerte dal settore, sulla formazione, sulla qualità dei servizi e sulla capacità delle imprese di rendere queste professioni attrattive e sostenibili.
Il banco di prova del confronto con il ministro
L’incontro di venerdì rappresenta dunque un’occasione importante, a condizione che il confronto non si esaurisca nella presentazione delle eccellenze del territorio e nella successione degli interventi istituzionali e associativi. La Penisola sorrentina non ha bisogno soltanto di consolidare la propria immagine internazionale. Ha bisogno di un progetto capace di tenere insieme sviluppo economico, tutela del paesaggio, legalità, mobilità, servizi pubblici, sanità e diritti dei lavoratori. Un progetto nel quale il benessere prodotto dal turismo non rimanga concentrato in una parte del sistema economico, ma contribuisca anche alla qualità della vita delle comunità che lo rendono possibile. Il turismo, in altre parole, non può essere considerato una risorsa da sfruttare senza limiti. È un patrimonio da proteggere e amministrare con responsabilità, nell’interesse degli imprenditori, dei lavoratori e dei cittadini.Sarà questo il vero banco di prova dell’incontro con il ministro Mazzi, capire se alle criticità quotidiane seguiranno impegni concreti, strumenti di intervento e una collaborazione istituzionale capace di produrre risultati verificabili.
La vera identità turistica di Sorrento non si difende soltanto promuovendo le sue bellezze nel mondo. Si difende anche garantendo che chi la abita possa continuare a viverci dignitosamente, senza essere progressivamente spinto ai margini proprio dal successo economico del territorio. – 14 ottobre 2026

















