Federalberghi, non basta denunciare le emergenze, difendere il territorio è anche responsabilità di chi ne trae profitto

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La denuncia del presidente di Federalberghi Penisola Sorrentina sulla fragilità dei servizi riaccende il dibattito. Ma chi rappresenta il turismo non può limitarsi a denunciare le emergenze, deve essere in prima linea e in tutte le sedi anche nella tutela del territorio da cui trae valore

Sorrento – La frana di Pozzano, la chiusura della galleria e l’emergenza idrica che ha colpito la Penisola Sorrentina riportano drammaticamente al centro una questione che da anni riguarda il territorio: la fragilità di infrastrutture e servizi essenziali, sottoposti a una pressione sempre più intensa. A denunciarlo è Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Penisola Sorrentina, che richiama la necessità di superare la gestione delle emergenze e di avviare una pianificazione condivisa tra Comuni, Regione e Città Metropolitana. Una presa di posizione che fotografa criticità ben note a residenti e lavoratori, ma che apre inevitabilmente anche una riflessione più ampia sulle condizioni che hanno contribuito a rendere il territorio così vulnerabile.

Tuttavia, non basta denunciare le conseguenze delle emergenze senza interrogarsi sulle cause e sulle scelte che, nel tempo, hanno inciso sull’equilibrio del territorio. La Penisola Sorrentina è un patrimonio paesaggistico e ambientale di valore straordinario, ma anche un’area fragile, dove consumo di suolo, trasformazioni urbanistiche, mobilità insufficiente e crescente pressione turistica impongono scelte sempre più attente. Non si può, pertanto,attribuire automaticamente a singoli interventi la responsabilità di frane e dissesti, ma sarebbe altrettanto sbagliato ignorare l’impatto che decenni di trasformazioni possono avere sugli equilibri territoriali.

In tale scenario va inquadrato anche il ruolo di Federalberghi. Un’associazione che rappresenta una componente fondamentale dell’economia locale che però non può limitarsi a sollecitare interventi quando le emergenze compromettono collegamenti, arrivi e attività ricettive. Il turismo, infatti, non può essere misurato soltanto in termini di presenze e fatturato. Una destinazione internazionale ha bisogno di strade percorribili, infrastrutture efficienti, acqua, servizi sanitari adeguati, sicurezza, mobilità e, soprattutto, di un ambiente integro. Elementi che contribuiscono a rendere competitivo un territorio e che, insieme alle sue bellezze naturali, alla qualità delle strutture ricettive e alla gastronomia, ne costituiscono il vero biglietto da visita. E pertanto chi trae beneficio economico dalle straordinarie risorse della Penisola Sorrentina ha quindi anche una responsabilità concreta nella loro salvaguardia. Non soltanto a parole, ma attraverso un impegno costante, incisivo e in tutte le sedi istituzionali, affinché la tutela del paesaggio, la difesa del suolo e la sostenibilità dello sviluppo diventino priorità effettive. – Infrastrutture affidabili, servizi sanitari efficienti, sicurezza, mobilità e qualità della vita non sono soltanto servizi per chi abita il territorio,bensì sono valori aggiunti che ne rafforzano l’attrattività e la competitività sulla scena internazionale.

Una destinazione, dunque, non può presentarsi al mondo soltanto attraverso la bellezza dei suoi paesaggi, la qualità degli alberghi e la sua gastronomia. Il vero biglietto da visita è la capacità di offrire un territorio organizzato, sicuro, accessibile e resiliente. È  su questo terreno che Federalberghi può e deve giocare un ruolo da protagonista. Non soltanto chiedendo interventi per risolvere le criticità che penalizzano il comparto turistico, ma assumendo una posizione altrettanto determinata nella difesa del patrimonio ambientale e paesaggistico dal quale lo stesso comparto trae la propria ricchezza. La questione, dunque, non riguarda soltanto la capacità delle istituzioni di intervenire dopo una frana o un’interruzione idrica. Riguarda soprattutto la prevenzione, il contrasto al consumo di suolo e la costruzione di un modello di sviluppo compatibile con i limiti di un territorio già fortemente sollecitato. La denuncia di Iaccarino sulla necessità di superare la logica delle emergenze può quindi diventare l’occasione per una riflessione più ampia, che coinvolga istituzioni, categorie economiche e comunità locale nelle scelte sul futuro della Penisola.

La frana di Pozzano e l’emergenza idrica non dovrebbero essere archiviate semplicemente con il ripristino della viabilità e delle condotte. Dovrebbero rappresentare un punto di partenza per chiedersi quale futuro si vuole costruire per la Penisola Sorrentina e quale modello di sviluppo sia realmente sostenibile. Difendere il territorio non è soltanto un dovere delle istituzioni, ma anche una responsabilità di chi, da quel territorio, ricava ogni giorno valore economico e vuole continuare a presentarlo come una delle grandi destinazioni turistiche internazionali. – 29 settembre 2026

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