l duro confronto in Consiglio comunale con Fernando Pinto riapre il dibattito sul rapporto tra la nuova amministrazione e il passato. Il sindaco: “Chi non ha responsabilità accertate può esercitare normalmente i propri diritti”. Un chiarimento che riguarda maggioranza e opposizione e che potrebbe segnare l’inizio di una nuova stagione politica per Sorrento
Sorrento – È forse passato troppo rapidamente tra i tanti argomenti affrontati nell’ultimo Consiglio comunale, ma quello andato in scena il 13 agosto potrebbe essere uno dei passaggi politici più significativi della nuova stagione amministrativa sorrentina. – Al centro del confronto, apparentemente, c’erano i debiti fuori bilancio e alcune nomine. In realtà, sotto la superficie del dibattito, è riemersa una domanda che da tempo attraversa la politica cittadina: esiste una continuità tra la precedente amministrazione e quella oggi guidata dal sindaco Corrado Fattorusso?
Una questione più volte sollevata dalle opposizioni e, in particolare, dal consigliere ed ex candidato sindaco Fernando Pinto, che proprio su questo terreno ha ingaggiato un confronto diretto con il primo cittadino. Fattorusso, questa volta, ha scelto di non lasciare spazio a interpretazioni. “Questa affermazione di continuità non la posso accettare. Consentimi, ma non te la consento”, ha detto il sindaco, interrompendo il ragionamento di Pinto. Una presa di posizione netta, forse la più netta dall’inizio della nuova consiliatura, destinata a incidere sul dibattito politico dei prossimi mesi.
A dare il via al confronto è stato Fernando Pinto, intervenuto intorno alle 18.15.
Il consigliere di opposizione ha osservato come il Consiglio fosse stato convocato con un ordine del giorno particolarmente consistente, comprendente numerosi debiti fuori bilancio. Ma, secondo Pinto, proprio quei provvedimenti avrebbero rappresentato qualcosa di più di una semplice sequenza di atti amministrativi. Nel suo ragionamento, il riconoscimento dei debiti e la conferma di alcune nomine sarebbero stati elementi indicativi di una continuità con la precedente amministrazione.
Un’affermazione che ha immediatamente provocato la reazione del sindaco. “No! No! Assolutamente! Non c’è nessuna continuità! Sgomberiamo il campo”, ha replicato Fattorusso. Il sindaco ha quindi invitato Pinto a distinguere il piano politico da quello amministrativo e soprattutto a non sovrapporre la gestione di questioni ereditate alla responsabilità politica di chi oggi governa la città.
Nella seconda parte del confronto la discussione assume,però, una dimensione più ampia.
Pinto ha richiamato il tema delle nomine e della conferma di alcuni presidenti e rappresentanti riconducibili alla precedente esperienza amministrativa. Fattorusso ha risposto ricordando, tra l’altro, di aver coinvolto anche un esponente dell’opposizione nelle nomine effettuate. Ma il passaggio più importante è arrivato quando il sindaco ha spostato la discussione dal terreno delle appartenenze a quello delle responsabilità individuali.
Il principio affermato da Fattorusso è semplice e, proprio per questo, politicamente rilevante e che dovrebbe far riflettere anche coloro che ora tentano di ostacolare il cammino della nuova amministrazione: “aver ricoperto un incarico nella precedente amministrazione non equivale, di per sé, ad avere responsabilità per eventuali fatti contestati a quella stessa amministrazione”.
“Io parto dal presupposto che chi non ha responsabilità accertate, e vale per i tuoi consiglieri come per i miei, come per i soggetti nominati nelle fondazioni, non può vedersi attribuire croci che non gli appartengono”, ha affermato il sindaco. E ancora più esplicitamente: “Quando la Magistratura accerterà le responsabilità di soggetti da me nominati, me ne prenderò la responsabilità. Ma oggi questo non può essere detto”. Tale probabilmente, il cuore politico dell’intervento.
Al di là delle appartenenze e delle contrapposizioni tra maggioranza e opposizione, Fattorusso ha posto una questione che riguarda direttamente il funzionamento delle istituzioni. – Chi ha amministrato in precedenza, chi è stato consigliere, chi ha ricoperto incarichi o chi è stato nominato in organismi collegati all’ente non può essere automaticamente considerato responsabile di eventuali irregolarità o vicende giudiziarie che riguardino quella stagione politica.
Il sindaco lo ha ribadito con parole ancora più chiare: “Chi è stato responsabile di quello che ha fatto sta nelle sedi dove deve stare. Chi non ci sta vuol dire che può esercitare i suoi diritti civili normalmente”. Un’affermazione che, pur pronunciata nel pieno di un confronto politico dai toni accesi, assume un valore che va oltre lo scontro tra i due consiglieri. Perché il principio vale per tutti.
Vale per chi oggi siede tra i banchi della maggioranza, ma anche per chi siede all’opposizione. Vale per chi ha avuto ruoli nella precedente amministrazione e per chi, invece, quegli incarichi li ricopre oggi. E vale, soprattutto, fino a quando non intervengano accertamenti nelle sedi competenti.
«La continuità non c’entra nulla»
È qui che il sindaco ha provato a chiudere definitivamente il capitolo. “La continuità non c’entra nulla”, ha affermato Fattorusso, aggiungendo un’osservazione destinata a far riflettere: “La continuità ce l’abbiamo tutti perché apparteniamo tutti allo stesso territorio”
Una frase che può essere letta anche come un invito a superare una contrapposizione che rischia di trasformare ogni scelta amministrativa in una sorta di referendum sul passato. La politica, secondo questa impostazione, non dovrebbe funzionare attraverso l’idea che chiunque abbia avuto un ruolo in una precedente esperienza amministrativa debba essere automaticamente escluso, delegittimato o considerato parte di un sistema da archiviare. La discriminante dovrebbe essere un’altra, le responsabilità personali, quando e se saranno accertate nelle sedi competenti.
Un chiarimento che riguarda anche l’opposizione
C’è poi un aspetto che merita particolare attenzione. La posizione assunta da Fattorusso, pur essendo stata espressa in risposta a un esponente dell’opposizione, finisce per tutelare anche esponenti della stessa opposizione che abbiano avuto ruoli nella precedente consiliatura. Una sorta di principio di reciprocità, non si può chiedere trasparenza per alcuni e applicare criteri diversi per altri. Proprio su questo terreno che il confronto del 13 agosto potrebbe rivelarsi più importante di quanto sia apparso durante la seduta. Il sindaco non ha difeso semplicemente delle nomine, ha difeso, almeno nelle sue dichiarazioni, un criterio: non attribuire responsabilità per appartenenza, ma sulla base di fatti e accertamenti.
Guardare avanti senza cancellare il passato
La precedente amministrazione non può essere cancellata con un colpo di spugna. Le questioni amministrative ereditate devono essere affrontate, i debiti devono essere riconosciuti quando ne ricorrono i presupposti, gli eventuali errori devono essere individuati e le responsabilità, quando esistono, devono essere accertate. Ma, una città non può nemmeno rimanere prigioniera del proprio passato.È probabilmente questo il messaggio che emerge, tra le righe, dal duro confronto tra Pinto e Fattorusso. Sorrento ha bisogno di sapere che cosa è accaduto, ma ha anche bisogno di capire che cosa vuole diventare.
La trasparenza sul passato e la responsabilità per il presente non sono concetti alternativi. Possono e devono convivere. Per tale principio, il confronto del 13 agosto meriterebbe una riflessione più approfondita di quella riservatagli nel corso della seduta. Dietro la parola “continuità” non c’è soltanto una polemica tra maggioranza e opposizione. Bensì il modo stesso in cui una comunità decide di giudicare la propria classe dirigente, attraverso le appartenenze e i sospetti, oppure attraverso i fatti, le responsabilità accertate e la capacità di guardare avanti.
Fattorusso ha scelto con chiarezza la seconda strada. – Il suo invito, in definitiva, sembra essere rivolto all’intera politica sorrentina, “non dimenticare ciò che è stato, ma smettere di vivere soltanto del passato.”
Una nuova stagione amministrativa, per essere davvero tale, ha bisogno di fare chiarezza, distinguere le responsabilità personali dalle appartenenze politiche e restituire alla città la fiducia e la possibilità di aprire, finalmente, una nuova primavera per la politica sorrentina. – 19 agosto 2026

















