Il Presidente del Consiglio, Raffaele Attardi chiede di misurare preventivamente gli effetti sulla mobilità. Il consigliere di opposizione Stefano Marzuillo teme nuovi rinvii e contesta l’idea che l’opera possa determinare automaticamente più sbarchi. L’Avv. Michele Gargiulo interpretando il pensiero del sindaco, richiama tutti alla sostenibilità, “L’opera si farà e si farà nel modo giusto”.
Sorrento – Il percorso meccanizzato tra il parcheggio Lauro e Marina Piccola torna al centro del dibattito politico in città. Non tanto sulla sua necessità, quanto sugli effetti che potrà produrre sulla mobilità cittadina e sulla gestione dei flussi turistici.
A riaccendere il confronto sono state le dichiarazioni del presidente del Consiglio comunale Raffaele Attardi, che ha invitato a guardare oltre la realizzazione dell’infrastruttura e a valutarne preventivamente l’impatto complessivo. Il ragionamento è semplice, se il collegamento aumenterà la capacità di movimentazione tra il porto e il centro, occorre capire se questo determinerà anche un incremento dei flussi e, soprattutto, se Sorrento sarà in grado di sostenerlo. – Attardi richiama quindi alla necessità di affidarsi ai numeri e non alle opinioni, valutando il progetto come un vero e proprio sistema di mobilità. Il timore è che un’opera sovradimensionata possa contribuire ad alimentare ulteriormente quei flussi che già oggi mettono sotto pressione traffico e spazi urbani. La sua metafora del giardino è eloquente: “le persone sono come l’acqua che lo irriga; indispensabile, ma se è troppa può trasformare il giardino in una palude”.
Una posizione che il consigliere di opposizione Stefano Marzuillo contesta duramente. Per l’esponente della minoranza, si starebbe costruendo una “narrazione politica pericolosa” intorno al progetto, con il rischio concreto di riaprire discussioni e valutazioni che potrebbero tradursi in nuovi anni di attesa. – Marzuillo contesta soprattutto il presupposto secondo cui una maggiore capacità del percorso meccanizzato comporterebbe automaticamente un aumento degli sbarchi. Gli arrivi al porto, osserva, dipendono dalle regole di sicurezza, dalla disponibilità degli accosti e dalle dinamiche del mercato del trasporto marittimo, non dalla capacità di trasporto delle scale mobili.
E pone una questione politica precisa: se il problema di Sorrento è anche l’overtourism e il conseguente congestionamento delle strade, perché rinunciare proprio a un’infrastruttura destinata a spostare una parte dei flussi dalla gomma a un sistema alternativo?
Il tema non è marginale anche sul piano amministrativo. Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale sono stati destinati 3.590.316,24 euro al progetto del collegamento pedonale meccanizzato con Marina Piccola. Da qui il timore di Marzuillo che una nuova fase di verifiche possa trasformarsi, di fatto, nell’ennesimo rallentamento.
A ricondurre il confronto sul terreno della sostenibilità interviene, con un post su facebook, l’avvocato Michele Gargiulo, che, interpretando la posizione del sindaco Fattorusso, richiama un principio che, durante la campagna elettorale, aveva accomunato entrambi gli schieramenti, ovvero, la necessità di un turismo sostenibile. Il messaggio è chiaro e netto: “il percorso meccanizzato si farà, ma dovrà essere realizzato nel modo giusto, garantendo un equilibrio tra le esigenze della mobilità e la sostenibilità dei flussi”.
Ed è forse proprio qui che si trova il punto d’incontro tra le diverse posizioni. Nessuno dei tre interventi, infatti, sembra mettere realmente in discussione l’esistenza dell’opera. Il confronto riguarda piuttosto il modo in cui essa dovrà essere inserita nel sistema della mobilità sorrentina.
Realizzare il collegamento senza considerare gli effetti sui flussi potrebbe essere rischioso; fermarlo o rimetterlo continuamente in discussione potrebbe, allo stesso modo, significare rinunciare a uno strumento destinato a ridurre il traffico su gomma. La partita, dunque, non sembra essere più soltanto “percorso meccanizzato sì o no”, bensìcome realizzare l’opera facendo in modo che migliori la mobilità senza trasformarsi in un ulteriore moltiplicatore dei flussi. La soluzione sarà determinate per il futuro della mobilità sorrentina. – 18 agosto 2026