Quattro arresti domiciliari, un divieto di dimora e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tra i principali acquirenti, secondo gli investigatori, lavoratori della ristorazione e skipper del settore charter.
Penisola Sorrentina – La droga partiva da Castellammare di Stabia per rifornire il mercato della Penisola Sorrentina. È quanto emerge dall’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, che ha portato la Guardia di Finanza a eseguire sei misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.
L’operazione è stata condotta dai finanzieri della Compagnia di Massa Lubrense e rappresenta l’esito di un’attività investigativa avviata nell’agosto 2021, quando due uomini, residenti a Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, furono arrestati mentre erano diretti a Sorrento. Durante il controllo, i militari sequestrarono 20 dosi di cocaina e 1.600 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio. – Sulla base degli elementi raccolti nel corso delle indagini, il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per quattro persone. Per un quinto indagato è stato invece emesso il divieto di dimora nel Comune di residenza, mentre nei confronti del sesto è stato applicato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, in poco più di un mese il gruppo avrebbe effettuato oltre 300 cessioni di cocaina e marijuana, alimentando un giro di spaccio destinato prevalentemente alla Penisola Sorrentina. – Uno degli aspetti più significativi dell’inchiesta riguarda il profilo della clientela. Le indagini avrebbero infatti evidenziato che una parte consistente degli acquirenti era composta da lavoratori impiegati nel settore della ristorazione e da skipper operanti nelle società di charter nautico, comparti centrali per l’economia turistica della costiera.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento, le persone coinvolte devono essere considerate non colpevoli fino all’eventuale emissione di una sentenza definitiva di condanna. – 27 luglio 2026

















