Inquinamento del Sarno, sequestrati due cantieri navali

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Controlli di Capitaneria e Carabinieri, contestate violazioni ambientali e scarichi non autorizzati

Nuovo intervento delle autorità nella lotta all’inquinamento del fiume Sarno. Nella giornata di ieri, i militari della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, insieme al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Napoli, hanno eseguito il sequestro di due cantieri navali attivi nel territorio comunale. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e supportata dall’Arpac, si inserisce in un più ampio piano di controlli volto a contrastare le fonti di contaminazione ambientale in una delle aree più critiche della Campania.

Secondo quanto emerso dalle verifiche, le società coinvolte sarebbero responsabili di diverse violazioni della normativa ambientale. Tra le principali contestazioni figurano lo scarico non autorizzato di acque reflue industriali e la mancanza dei permessi per le emissioni in atmosfera. – Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato come le attività produttive proseguissero regolarmente, sia nelle aree interne che in quelle esterne dei cantieri, nonostante l’assenza delle autorizzazioni previste dalla legge.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla gestione degli spazi all’aperto. Nei piazzali, utilizzati per il deposito e la movimentazione di numerose imbarcazioni, le acque meteoriche dilavavano le superfici senza alcun sistema di raccolta o trattamento. Un aspetto ritenuto critico dagli inquirenti, soprattutto per la mancanza di impianti dedicati alla gestione delle cosiddette “acque di prima pioggia”, potenzialmente cariche di sostanze inquinanti. – Il provvedimento ha portato al sequestro d’urgenza di circa 5mila metri quadrati di aree, con l’obiettivo di interrompere le attività e prevenire ulteriori danni all’ambiente.

Le autorità sottolineano come l’intervento si sia reso necessario per evitare la prosecuzione di condotte ritenute irregolari e potenzialmente dannose per l’ecosistema del Sarno, da tempo al centro di monitoraggi e iniziative di risanamento. – Nel frattempo, i controlli lungo il litorale della penisola sorrentina e nell’area del bacino del fiume proseguiranno con maggiore intensità. Le indagini, coordinate dalla Procura oplontina, restano aperte e potrebbero portare a nuovi provvedimenti nei confronti di altre realtà produttive operanti nella zona. – 05 maggio 2026

Foto di repertorio
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