Dal capoluogo ai principali centri della regione, il voto boccia nettamente la riforma e rafforza gli equilibri politici del campo progressista, tra mobilitazione territoriale e ritorno alla partecipazione

Il successo del “No” non si limita a Napoli, ma attraversa in modo uniforme tutta la regione. Nei principali capoluoghi – Salerno, Avellino, Caserta e Benevento – la riforma viene respinta con percentuali comprese tra il 61% e il 63%, confermando una tendenza compatta dell’elettorato campano.
Le reazioni politiche – Per il segretario regionale del Partito Democratico, Piero De Luca, il voto rappresenta “un messaggio di forte opposizione al Governo rispetto a una riforma costituzionale sbagliata e pericolosa”, ma anche un segnale più ampio contro le politiche della destra, soprattutto sui temi economici e sociali nel Mezzogiorno.
Più cauta la lettura del sindaco di Benevento, Clemente Mastella, anch’egli schierato per il “No”, che invita a non attribuire il risultato esclusivamente al campo largo. “È stata una vittoria di popolo in difesa della Costituzione”, osserva, sottolineando come una parte significativa dell’elettorato tornata al voto rappresenti ora una risorsa da coinvolgere stabilmente in vista delle prossime elezioni politiche.
Il risultato campano rafforza dunque il peso politico della regione nel dibattito nazionale sulla giustizia e sulle riforme istituzionali. Ma soprattutto rilancia il tema della partecipazione: il ritorno alle urne di una fascia di elettori tradizionalmente distante potrebbe rappresentare uno degli effetti più rilevanti di questa consultazione. – 23 marzo 2026

















