Portata via in barella dalla casa in cui aveva vissuto per 70 anni, un’anziana diventa il simbolo della lotta per il diritto all’abitazione. Un’emergenza che riguarda anche le località turistiche, dove affitti e caro-prezzi rendono sempre più difficile vivere e lavorare
Madrid – Portata via in barella dalla casa in cui aveva trascorso settant’anni della sua vita. La drammatica vicenda di Maricarmen Abascal, 87 anni, invalida al 50%, ha scosso la Spagna, trasformandosi nel simbolo di una crisi abitativa sempre più difficile da contenere. Dopo sette anni di battaglia giudiziaria, l’anziana è stata sfrattata dalla sua abitazione di Madrid, finendo successivamente ricoverata in terapia intensiva. Una storia che ha suscitato indignazione e riacceso la protesta per il diritto alla casa. Migliaia di persone sono scese in piazza nella capitale spagnola, mentre centinaia di manifestanti hanno allestito un accampamento alla Puerta del Sol, chiedendo interventi concreti contro il caro-affitti e gli sfratti.
All’origine della vicenda, anche l’acquisto dell’appartamento da parte di un fondo d’investimento nel 2018, seguito da un aumento del canone del 250%. Un caso che ha spinto Sumar, alleato socialista nel governo di Pedro Sánchez, a chiedere l’approvazione di un provvedimento straordinario, ribattezzato decreto Maricarmen, per rafforzare le tutele degli inquilini. La vicenda ha inoltre alimentato lo scontro politico tra il governo e la presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, che ha difeso la legittimità dello sfratto, eseguito in applicazione di un provvedimento giudiziario.
Un’emergenza che già da tempo investe anche la Penisola sorrentina – Al di là dei confini spagnoli, la storia di Maricarmen riporta al centro una questione che riguarda da vicino anche l’Italia, soprattutto le località a forte vocazione turistica. La crisi abitativa non è soltanto una questione di affitti elevati, ma rischia di trasformarsi in un problema sociale, quando pensionati, lavoratori e famiglie non riescono più a sostenere i costi di un’abitazione nei luoghi in cui vivono. Una realtà particolarmente evidente in territori come la Penisola sorrentina, dove la pressione del mercato turistico e la diffusione degli affitti brevi contribuiscono a rendere sempre più difficile l’accesso a una casa per i residenti. Per molti lavoratori stagionali e giovani, trovare un alloggio a prezzi sostenibili è diventato un ostacolo concreto, mentre anche le famiglie con redditi modesti rischiano di essere progressivamente espulse dal mercato immobiliare locale.
La vicenda spagnola, dunque, non è soltanto una storia lontana di sfratto e proteste, bensì un campanello d’allarme su un problema che investe anche le nostre comunità. La crisi abitativa, soprattutto nelle località a forte vocazione turistica, è ormai una criticità sociale che non può più essere ignorata né rinviata. Quando il costo delle abitazioni diventa insostenibile per residenti, lavoratori e famiglie, il rischio è che interi territori perdano progressivamente la propria identità, espellendo proprio le persone che li abitano e li tengono vivi. Una situazione che richiede interventi concreti e urgenti, prima che l’emergenza si trasformi in un fenomeno irreversibile. – 28 settembre 2026

















