258 posti auto sotto uno degli ultimi lembi di verde tra il centro e la stazione. Il WWF Terre del Tirreno contesta il progetto e chiama in causa anche l’Anac
Piano di Sorrento – In Penisola sorrentina torna l’incubo di “Boxlandia”. La definizione, coniata anni fa da Claudio d’Esposito, per raccontare la progressiva trasformazione di agrumeti, giardini e aree verdi della Penisola sorrentina in parcheggi e autorimesse, torna d’attualità con un nuovo progetto che prevede un parcheggio interrato da 258 posti auto nell’area verde situata nei pressi della stazione Eav.

Secondo il WWF, le disposizioni del PUT impedirebbero in quella zona interventi di edilizia privata destinati alla realizzazione di determinate attrezzature, anche nel caso in cui queste vengano realizzate attraverso una convenzione con il Comune. Per gli ambientalisti, dunque, una variante al Piano regolatore generale non sarebbe sufficiente a superare le prescrizioni del PUT, che avrebbe carattere sovraordinato. Per tale ragione l’Associazione chiede al Comune di fermarsi prima del rilascio del titolo edilizio.
La questione sollevata dal WWF, tuttavia, va oltre il semplice rispetto delle norme urbanistiche. L’associazione contesta infatti anche la scelta di affidare al privato la realizzazione e la gestione di un’opera definita di interesse pubblico. Se il parcheggio nasce per rispondere a una necessità pubblica, gli ambientalisti si chiedono per quale motivo la struttura e i relativi introiti dovrebbero rimanere nella disponibilità del soggetto privato. – Nella diffida viene inoltre evidenziata, secondo il WWF, la mancanza di un quadro economico capace di dimostrare quanto il parcheggio potrebbe realmente fruttare al Comune attraverso le tariffe di sosta e quale sarebbe il vantaggio dell’operazione per l’ente pubblico rispetto alla realizzazione e alla proprietà pubblica dell’opera. 258 posti auto significano anche 258 potenziali fonti di ricavo quotidiano, e quindi, chi incasserà quei soldi e per quanto tempo?
Un’altra questione sollevata dl Wwf Terre del Tirreno riguarda l’area interessata dal progetto che oggi è uno spazio verde caratterizzato dalla presenza di numerose alberature. Il progetto prevede il ripristino del verde sulla superficie del parcheggio, ma il WWF contesta il numero delle nuove piante, circa 89 alberelli, a fronte delle centinaia di alberi oggi presenti nell’area. Per l’associazione non basta quindi mettere qualche albero sopra un parcheggio per compensare la perdita di un’area verde consolidata. Il problema, sostengono gli ambientalisti, non è soltanto ciò che si vede in superficie. Un parcheggio interrato richiede scavi profondi, movimentazione di terreno e una trasformazione permanente dell’assetto dell’area.
A Piano di Sorrento il tema non è nuovo. Claudio d’Esposito ricorda la lunga battaglia contro il progetto di un maxi parcheggio in via Legittimo, promosso dalla Lap Immobiliare. Una vicenda che anni fa arrivò anche all’attenzione dei media nazionali e che divenne uno dei simboli della contrapposizione tra nuove infrastrutture per la sosta e tutela del paesaggio. Da quella stagione nasce proprio il termine “Boxlandia”. Oggi il problema si ripropone. Non soltanto nell’area della stazione, ma anche a Santa Teresa, dove è previsto un altro intervento per la realizzazione di garage interrati in un’area verde adiacente alla chiesa. Due progetti diversi, ma che per il WWF rappresentano lo stesso modello, ovvero, utilizzare spazi verdi ancora presenti nel tessuto urbano per realizzare nuove strutture destinate alle automobili.
L’amministrazione comunale, attraverso l’assessore ai Lavori pubblici e alla Pianificazione urbanistica Anna Iaccarino, aveva spiegato che i due parcheggi sono collegati a varianti al Piano regolatore generale approvate nel 2012 e che l’attuale amministrazione ha riconosciuto la pubblica utilità degli interventi, destinati a parcheggio pubblico a rotazione, procedendo successivamente alla convenzione con i privati. – Una posizione che si contrappone quindi a quella del WWF, che mette invece in discussione proprio la possibilità di realizzare attraverso un accordo pubblico-privato un’opera di questo tipo nelle aree interessate. – Al momento, dunque, non c’è una sentenza che abbia dichiarato illegittimo il progetto: c’è una diffida dell’associazione ambientalista, accompagnata da una segnalazione all’Anac, sulla quale dovranno eventualmente pronunciarsi gli organismi competenti.
Il confronto,tuttavia, è aperto. Da una parte c’è la necessità, evidente in una Penisola dove la carenza di parcheggi rappresenta uno dei problemi cronici della mobilità. Dall’altra c’è la necessità, altrettanto evidente, di salvaguardare quel poco che resta del paesaggio agricolo e del verde storico. Di conseguenza l’atavica questione: la Penisola sorrentina ha bisogno di parcheggi o ha bisogno di meno automobili? – Costruire nuovi parcheggi può alleviare il problema della sosta, ma rischia anche di alimentare il traffico nei centri urbani. E se per farlo si sacrificano gli ultimi agrumeti e giardini rimasti, il paradosso è evidente: si risolve un problema di mobilità creandone uno, forse più difficile da recuperare, sul piano ambientale e paesaggistico.
La diffida del WWF e la segnalazione all’Anac riportano così al centro una questione che Piano di Sorrento conosce bene. La questione sollevata ancora una volta da Claudio d’Esposito, non riguarda soltanto 258 posti auto, ma il modello di sviluppo di un territorio già fortemente urbanizzato. Da decenni agrumeti, giardini e aree verdi della Penisola sono sottoposti alla pressione di parcheggi, box e autorimesse. Un processo che, secondo il WWF, ha progressivamente eroso una parte del paesaggio agricolo storico.
Il quesito, allora, non è soltanto dove mettere le automobili, ma quale territorio vogliamo consegnare alle generazioni future. È questa la vera sfida di “Boxlandia” e l’azione che da anni Claudio d’Esposito porta avanti. Capire se, per fare spazio alle auto, dobbiamo continuare a scavare sotto ciò che resta del nostro paesaggio o se sia arrivato il momento di ripensare, prima ancora dei parcheggi, il modo in cui ci muoviamo e qundi quanti parcheggi possiamo ancora scavare prima che, sotto terra, finisca anche una parte irrimediabile della Penisola sorrentina. – 10 settembre 2026

















