Sistema Sorrento, chiesto il processo per 13 persone. Tra gli indagati anche il patron di Kidea e due funzionari comunali

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Udienza preliminare il 29 ottobre a Torre Annunziata. La ricostruzione di Vincenzo Iurillo sulle pagine de Il Fatto Quotidiano fa il punto sull’inchiesta, tra i 13 per i quali la Procura chiede il processo anche il patron di Kidea, due funzionari dell’Ufficio tecnico comunale e l’ex consigliere comunale Vincenzo Sorrentino

Torre Annunziata – Il prossimo appuntamento giudiziario è fissato per il 29 ottobre. Quel giorno il Gup del Tribunale di Torre Annunziata, Riccardo Sena, dovrà esaminare le richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla Procura nei confronti di 13 persone coinvolte nell’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Sorrento”. – Un nuovo capitolo dell’indagine sulla presunta gestione degli appalti pubblici durante l’amministrazione dell’ex sindaco Massimo Coppola, che secondo la ricostruzione degli inquirenti avrebbe avuto attorno a sé una rete di imprenditori, politici, prestanome e dipendenti pubblici. La vicenda è stata raccontata  da Vincenzo Iurillo su Il Fatto Quotidiano.

Le persone per le quali è stato chiesto il processo sono accusate, a vario titolo, di corruzione, turbativa d’asta e peculato. Le loro posizioni sono distinte da quelle di Coppola, Raffaele Guida, detto “Lello il Sensitivo”, e dell’architetto Vincenzo Rescigno, che affronteranno un diverso percorso processuale con rito abbreviato. Per loro il dibattimento è fissato a partire dal 6 ottobre.

Tra i nomi più importanti del nuovo gruppo di imputati figura Raffaele Guarino, all’epoca dei fatti patron di Kidea, società di rilievo nazionale nel settore della comunicazione, attiva anche su commesse legate al Comune di Napoli e all’organizzazione di eventi. Secondo l’accusa, Guarino avrebbe svolto un ruolo di intermediario in una vicenda relativa ai lavori di manutenzione delle strade comunali. – La contestazione prende le mosse da un incontro nello studio dell’architetto Vincenzo Rescigno e riguarda una presunta richiesta di denaro pari al 6% dell’importo dei lavori. Secondo la ricostruzione della Procura, Guarino avrebbe fatto da tramite con l‘imprenditore Alessandro Di Domenico, anche lui coinvolto nel procedimento, per conto di Guida. – Guarino è inoltre destinatario di una misura cautelare ai domiciliari per altre contestazioni emerse in un’ordinanza del maggio scorso, relativa a presunte tangenti su lavori, forniture e appalti collegati, tra l’altro, al Teatro Tasso e a iniziative di marketing e promozione del territorio e del brand Sorrento.

La richiesta di rinvio a giudizio coinvolge anche il cuore della macchina amministrativa comunale. Tra le 13 persone figurano infatti Filippo Di Martino e Luigi Desiderio, dirigenti e funzionari dell’Ufficio tecnico del Comune di Sorrento. La loro posizione è collegata, secondo l’impostazione accusatoria, all’appalto per la riqualificazione dell’ex eliporto Le Tore. – Nella stessa vicenda era stato coinvolto anche l’ingegnere dell’Utc Graziano Maresca. La sua posizione è stata però stralciata dal procedimento. Per lui il pubblico ministero ha prospettato una richiesta di archiviazione che dovrà essere valutata dal giudice.

C’è poi il capitolo politico dell’inchiesta. Tra le persone per le quali la Procura ha chiesto il processo compare Vincenzo Sorrentino, ex consigliere comunale e figura considerata vicina all’ex sindaco Coppola. Il suo nome è legato anche all’associazione “La Fenice”, che secondo la ricostruzione investigativa sarebbe stata utilizzata come una sorta di cassaforte dell’ex primo cittadino. Gli inquirenti contestano infatti l’utilizzo dei conti dell’associazione anche per spese personali, comprese vacanze e acquisti di lusso. Nel procedimento figura inoltre Gennaro “Ze Ze” Esposito, indicato dalla Procura come uno dei soggetti che avrebbero avuto un ruolo nella gestione dell’associazione e come persona appartenente alla cerchia più ristretta dei fedelissimi di Coppola.

L’elenco comprende diversi imprenditori: Mario Parlato, Luigi Todisco, Michele Zambelli, Luigi Di Palo e Aniello Vanacore, oltre a Danilo Amitrano, indicato come presidente formale de “La Fenice” e successivamente assunto dal Comune. Le contestazioni si riferiscono a una serie di affidamenti, lavori e forniture.

Tra gli interventi finiti sotto la lente degli investigatori figurano quelli relativi al parco Ibsen, alla riqualificazione dell‘area antistante il Centro Anziani, all’illuminazione e alla manutenzione della rete stradale e del cimitero. Nel fascicolo c’è anche la fornitura di 342 poltroncine per il Teatro Tasso e il restauro del camminamento del Bastione Parsano. Gli elementi investigativi comprendono le più recenti informative della Guardia di Finanza di Massa Lubrense. L’ultima, secondo quanto riportato negli atti, è datata 16 giugno.

Uno degli episodi più significativi riguarda una presunta tangente da 60mila euro. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’imprenditore Mario Parlato avrebbe consegnato la somma a Guida in più tranche. Il denaro, secondo gli investigatori, sarebbe stato collegato a un appalto e avrebbe rappresentato circa il 7% dell’importo dei lavori. È su episodi di questo tipo che la Procura costruisce l’ipotesi di un sistema nel quale le somme di denaro sarebbero state distribuite secondo ruoli e rapporti di fiducia, con Guida indicato come uno degli intermediari e Coppola come figura al vertice del meccanismo contestato. –  L’inchiesta, nella sua ricostruzione accusatoria, ipotizza dunque un sistema capace di incidere su affidamenti e appalti pubblici e che avrebbe coinvolto diversi settori dell’amministrazione comunale.

Adesso sarà il giudice a dover valutare la richiesta della Procura. L’udienza preliminare del 29 ottobre rappresenta quindi un passaggio decisivo, il Gup Riccardo Sena dovrà stabilire quali delle 13 posizioni dovranno eventualmente affrontare il processo. Nel frattempo, resta distinto il procedimento che riguarda Coppola, Guida e Rescigno, destinati a comparire in aula già dal 6 ottobre con rito abbreviato. L’inchiesta sul “Sistema Sorrento” entra così in una nuova fase giudiziaria, mentre il quadro delle contestazioni continua ad allargarsi rispetto ai primi sviluppi dell’indagine.

Come sempre in questa fase, si tratta di accuse ancora da sottoporre al vaglio dei giudici: per tutte le persone coinvolte vale la presunzione di non colpevolezza fino a una eventuale sentenza definitiva. – 04 settembre 2026

Fonte: Vincenzo Iurillo, Il Fatto Quotidiano.
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