Nel terzo anniversario del femminicidio, il sindaco Giuseppe Aiello rilancia il monito della comunità: “Il suo nome, il suo volto e la sua storia non possono essere consegnati al silenzio”. A Vico Equense, accanto al ricordo, c’è oggi anche un presidio concreto, il Centro Antiviolenza “Smeralda”.
Vico Equense – Ci sono anniversari che non possono essere soltanto date sul calendario. Il 17 agosto, per Vico Equense, è uno di questi. Sono trascorsi tre anni dalla morte di Anna Scala, la 56enne originaria di Vico Equense uccisa il 17 agosto 2023 a Piano di Sorrento dall’ex compagno. Una tragedia che sconvolse la Penisola sorrentina e che ancora oggi interroga la coscienza di una comunità intera. Anna aveva denunciato l’uomo per stalking poco prima di essere uccisa. Tre anni dopo, il dolore resta, ma deve trasformarsi in memoria attiva e soprattutto in impegno concreto. 
La vicenda di Anna Scala è anche la storia di una donna che aveva cercato aiuto. Prima del femminicidio aveva denunciato l’ex compagno per stalking e si era trasferita dalla madre. Il 17 agosto 2023, però, l’uomo la attese e la uccise a coltellate a Piano di Sorrento. Sono fatti che rendono ancora più forte il significato della ricorrenza e richiamano alla necessità di riconoscere tempestivamente i segnali della violenza, ascoltare chi chiede aiuto e costruire intorno alle vittime una rete di protezione efficace. “Ricordare Anna significa anche rinnovare l’impegno a costruire una comunità capace di riconoscere i segnali della violenza, di ascoltare, sostenere e proteggere chi si trova in una situazione di pericolo”, sottolinea Aiello.
Dalla memoria a un presidio concreto

Ricordare Anna significa quindi andare oltre la commemorazione. Significa investire nella prevenzione, nell’educazione al rispetto, nell’ascolto e nella capacità di intervenire davanti ai primi segnali di una relazione violenta. Significa anche rafforzare la collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine, servizi sociali, centri antiviolenza, scuola, associazioni e cittadini. Una rete capace di non lasciare sole le donne e di trasformare una richiesta di aiuto in una concreta possibilità di protezione. A tre anni da quel 17 agosto, Vico Equense torna dunque a pronunciare il nome di Anna Scala. Ma insieme al ricordo rinnova una promessa: fare della memoria uno strumento di prevenzione e dell’impegno quotidiano una forma concreta di protezione.
Per Anna e per tutte le donne vittime di violenza, istituzioni e cittadini sono chiamati a fare la propria parte, ciascuno per le proprie responsabilità, affinché il territorio sia sempre più capace di riconoscere, prevenire e contrastare ogni forma di violenza. Ricordare Anna significa anche impegnarsi, insieme, affinché tragedie come quella che ha spezzato la sua vita non abbiano più a ripetersi. – 18 agosto 2026

















