Campi Flegrei, il terremoto più forte degli ultimi quarant’anni, Pozzuoli e Napoli ripiombano nella paura

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Il bilancio provvisorio parla di alcuni feriti lievi, nessuno dei quali in gravi condizioni. Un dato che, considerando la forza del terremoto, rappresenta un sollievo, anche se resta alta la preoccupazione per eventuali nuovi eventi sismici

Pozzuoli – Alle 19.46 il boato, poi la terra che trema con una violenza mai avvertita negli ultimi decenni. In pochi secondi la paura torna a impadronirsi dei Campi Flegrei e di gran parte della città di Napoli. Migliaia di persone lasciano di corsa le proprie abitazioni, mentre nelle strade di Pozzuoli, Bacoli, Bagnoli e dei quartieri occidentali del capoluogo si ripetono scene ormai familiari: famiglie radunate nelle piazze, anziani in lacrime, bambini spaventati e lunghe file di automobili dirette lontano dalle aree più colpite.

La scossa, registrata alle 19.46 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha raggiunto una magnitudo di 4.7 con un ipocentro superficiale di circa tre chilometri. È il terremoto più forte registrato dall’inizio dell’attuale crisi bradisismica e supera anche il sisma di magnitudo 4.6 del 30 giugno 2025, diventando il più intenso avvertito nell’area flegrea negli ultimi quarant’anni.

L’epicentro è stato localizzato nell’area dei Campi Flegrei, ma l’onda sismica si è propagata ben oltre il territorio puteolano. Il terremoto è stato distintamente avvertito in tutta Napoli, nell’area vesuviana e in numerosi comuni della provincia, alimentando comprensibile apprensione tra la popolazione.

I danni maggiori si sono registrati a Pozzuoli. In via Pergolesi il crollo di parte della muratura di un edificio ha provocato la caduta di grosse pietre di tufo su alcune automobili parcheggiate. In diverse zone della città si segnalano distacchi di cornicioni, cedimenti di intonaci e lesioni alle facciate di alcuni edifici, mentre squadre dei Vigili del Fuoco e tecnici comunali hanno immediatamente avviato controlli sulla stabilità degli immobili.

Il bilancio provvisorio parla di alcuni feriti lievi, nessuno dei quali in gravi condizioni. La maggior parte ha riportato contusioni o ferite causate dalla caduta di calcinacci o dalla fuga precipitosa dalle abitazioni. Un dato che, considerando la forza del terremoto, rappresenta un sollievo, anche se resta alta la preoccupazione per eventuali nuovi eventi sismici.

Pochi minuti dopo la scossa è stata convocata l’Unità di crisi della Protezione Civile. Il prefetto di Napoli ha riunito il Centro Coordinamento Soccorsi, coinvolgendo i sindaci dei comuni interessati, mentre il Governo ha seguito costantemente l’evoluzione della situazione. In via precauzionale Rete Ferroviaria Italiana ha sospeso la circolazione nel nodo ferroviario di Napoli, comprese alcune linee dell’Alta Velocità, per consentire le verifiche tecniche sulle infrastrutture. Solo al termine dei controlli la circolazione è stata progressivamente ripristinata.

Il bradisismo continua a far paura – Il terremoto si inserisce nella lunga fase di instabilità che interessa i Campi Flegrei da diversi anni. Il fenomeno del bradisismo, che consiste nel lento sollevamento e abbassamento del suolo provocato dalla pressione dei gas e dei fluidi presenti nel sottosuolo vulcanico, continua infatti a modificare gli equilibri della caldera. Negli ultimi anni il terreno nell’area di Pozzuoli ha registrato un progressivo innalzamento accompagnato da migliaia di eventi sismici, per lo più di lieve entità. Tuttavia, l’aumento dell’energia liberata negli ultimi mesi dimostra come il sistema vulcanico resti particolarmente dinamico e richieda un monitoraggio continuo.

Gli esperti dell’Osservatorio Vesuviano ribadiscono che un terremoto, anche se molto forte, non rappresenta automaticamente il segnale di un’eruzione imminente. I fenomeni sismici sono infatti la conseguenza della fratturazione delle rocce causata dalla pressione interna della caldera. Ciò non toglie che ogni evento venga analizzato con estrema attenzione, in un’area che rappresenta uno dei sistemi vulcanici più studiati e complessi al mondo.

Una notte di paura – Per migliaia di famiglie quella appena trascorsa è stata una notte insonne. Molti residenti hanno preferito rimanere all’aperto, nei punti di raccolta predisposti dai Comuni o nelle proprie automobili, temendo nuove scosse. Lo sciame sismico proseguito nelle ore successive ha contribuito ad alimentare l’apprensione di una popolazione che ormai convive quotidianamente con il bradisismo. – La violenta scossa di venerdì sera rappresenta un nuovo richiamo alla necessità di continuare a investire nella prevenzione, nel monitoraggio scientifico e nella messa in sicurezza del patrimonio edilizio. In un territorio tanto affascinante quanto fragile, la conoscenza del rischio resta il primo e più importante strumento di protezione per cittadini e istituzioni. – 01 agosto 2026

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