Mentre l’ex vicecomandante Carmine Bucciero veniva travolto da una sistematica campagna diffamatoria , il Comune e il Comando della Polizia Municipale scelsero di non costituirsi parte civile, una decisione che continua ad alimentare polemiche e interrogativi in città
Si è celebrata oggi presso il Tribunale di Torre Annunziata una nuova udienza del processo relativo alla vicenda che vede parte lesa Carmine Bucciero, già vicecomandante della Polizia Municipale di Sorrento, più volte oggetto, secondo l’impianto accusatorio, di una pesante campagna denigratoria da parte di un soggetto al cui carico si registrano già condanne passate ingiudicato e altre di primo grado per diffamazione. Una vicenda, quella di Bucciero, che, nel corso degli anni, ha suscitato forti polemiche in città e acceso il dibattito sul clima istituzionale vissuto all’interno del Comune sorrentino, soprattutto in relazione, di quella che all’epoca fu la mancata costituzione di parte civile dell’ente comunale e del comando della Polizia Municipale.
Secondo quanto emerso nel procedimento e riportato dal noto giornalista d’inchiesta , Vincenzo Iurillo ,Bucciero sarebbe stato bersaglio di reiterati attacchi mediatici e personali tali da indurlo, alla fine, a lasciare il proprio incarico a Sorrento per trasferirsi altrove. Una situazione che, all’epoca, il sindacato aveva invitato le istituzioni locali a contrastare con una presa di posizione netta attraverso la costituzione di parte civile nel processo. – Tuttavia, né l’allora sindaco Massimo Coppola né la comandante della Polizia Municipale, colonnello Rosa Russo, ritennero opportuno compiere tale passo. Una scelta che continua ancora oggi a suscitare interrogativi e malumori tra cittadini e addetti ai lavori.
Se da un lato alcuni osservatori ritengono “comprensibile” l’atteggiamento dell’ex primo cittadino, alla luce delle successive vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto e dei rapporti emersi con il noto diffamatore seriale, dall’altro appare più difficile da interpretare il comportamento tenuto dal comando della Polizia Municipale, considerato da molti un segnale di scarsa tutela nei confronti di un proprio dirigente.

Il riferimento è ad alcuni passaggi contenuti nella relazione della commissione d’accesso prefettizia, presieduta dal viceprefetto Vincenzo Chietti, che aveva proposto lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche dell’amministrazione comunale di Sorrento. – Nella relazione, la commissione evidenziava come il soggetto in questione avesse accesso a “informazioni e atti interni riservati, utilizzati quale strumento di pressione nei confronti dei destinatari delle proprie iniziative”.
Secondo quanto riportato ancora da Iurillo, la stessa commissione avrebbe inoltre censurato “la totale inerzia nel perseguire interessi istituzionali e nella salvaguardia del corretto operato e della figura” di Bucciero, sottolineando come la mancata costituzione di parte civile del Comune avrebbe contribuito ad alimentare un clima tale da spingere l’allora vicecomandante a lasciare la Polizia Municipale di Sorrento.
Una vicenda che continua a far discutere e che, anche alla luce delle recenti evoluzioni giudiziarie, riporta al centro dell’attenzione pubblica il tema della tutela dei funzionari pubblici impegnati in contesti particolarmente delicati. – 12 maggio 2026
Leggi anche:
Diffamazione a Sorrento, è la volta del Comune costituirsi Parte Civile


















