A Sorrento, chi si aspettava una campagna elettorale dai toni più sobri, dopo le recenti vicende che hanno minato fiducia e trasparenza, si trova davanti a uno scenario ben diverso. Tra accuse, ricostruzioni contestate e polemiche elettorali, il caso dell’Ospedale unico rischia di trasformarsi in un boomerang politico. Mentre gli attacchi perdono forza davanti ai fatti, chi rivendica il lavoro svolto nelle istituzioni sceglie il profilo basso e si riaffida direttamente al giudizio dei cittadini
In Penisola Sorrentina il tema dell’Ospedale unico torna prepotentemente al centro del dibattito pubblico e della campagna elettorale. Una vicenda che affonda le proprie radici oltre un decennio fa, attraversando governi regionali di diverso colore politico, e che oggi viene nuovamente utilizzata come arma di contrapposizione tra candidati e schieramenti.
Al centro della polemica vi è soprattutto la figura di un candidato sindaco di Sorrento, sorrentino di nascita e di recente assessore ai lavori pubblici nel Comune di Sant’Agnello. Secondo alcuni avversari politici, proprio il ruolo avuto nell’amministrazione santanellese lo renderebbe corresponsabile dello stop al progetto del nuovo presidio ospedaliero e della presunta perdita di finanziamenti destinati all’opera. – Una narrazione che però, anche secondo quanto emerso negli ultimi giorni, sarebbe molto più complessa rispetto alla rappresentazione circolata in campagna elettorale.
La questione dei fondi persi – A riaccendere il confronto è stato un post social apparso sulla pagina di un candidato sindaco, nel quale venivano attribuite precise responsabilità politiche agli avversari per la perdita di risorse economiche legate all’ospedale unico.
Nel giro di poche ore, tuttavia, sono arrivate precisazioni e ricostruzioni differenti. Secondo quanto sostenuto da più parti, infatti, non si tratterebbe di fondi regionali definitivamente persi, bensì di finanziamenti ministeriali collegati al PNRR e temporaneamente bloccati in seguito alle osservazioni tecniche avanzate dal Comune di Sant’Agnello. – Osservazioni che, secondo questa ricostruzione, sarebbero state ritenute meritevoli di approfondimento sia dal TAR sia dalla Conferenza dei Servizi. – Durante un incontro elettorale, inoltre, anche il vicepresidente della Regione Campania avrebbe ridimensionato la lettura più allarmistica della vicenda, parlando di verifiche geologiche necessarie e sottolineando come la sicurezza del territorio resti prioritaria. I fondi regionali, sempre secondo quanto riferito nel dibattito pubblico, potrebbero essere congelati o temporaneamente revocati in attesa degli sviluppi tecnici e amministrativi.
Un progetto discusso fin dall’inizio – La vicenda dell’ospedale unico non nasce oggi. Da anni il progetto divide amministratori, tecnici, professionisti e cittadini della Penisola Sorrentina. – Tra le voci più critiche vi è quella dell’ingegnere Antonino De Angelis, esperto del territorio, che in un lungo intervento pubblico ha definito il progetto “sbagliato” e inadatto al contesto urbanistico e idrogeologico dell’area individuata. – Secondo questa posizione, le criticità principali riguarderebbero soprattutto la viabilità e la fragilità del territorio sotto il profilo idrogeologico. Elementi che avrebbero poi portato il Consiglio comunale di Sant’Agnello a esprimere forti riserve sull’intervento. La recente Conferenza dei Servizi, chiamata nuovamente a esaminare la questione dopo la sentenza del TAR, avrebbe confermato la necessità di ulteriori verifiche tecniche, contribuendo di fatto allo stop dell’iter progettuale.
Lo scontro politico si sposta su Sorrento – Ma, in questi giorni, è soprattutto il clima politico a far discutere. In molti osservano come una vicenda urbanistica e sanitaria complessa sia stata trasformata in un argomento da campagna elettorale nel tentativo di colpire indirettamente uno dei candidati più competitivi.
A intervenire pubblicamente è stato anche un ex sindaco di Sant’Agnello, già protagonista nella precedente tornata elettorale a sostegno dell’ex sindaco di Sorrento Massimo Coppola e oggi nuovamente molto attivo nel dibattito politico cittadino. – Una presenza che ha alimentato interrogativi e polemiche tra cittadini e osservatori locali. In particolare, c’è chi si chiede perché figure politiche legate alle esperienze amministrative di Sant’Agnello intervengano con tanta frequenza nelle dinamiche elettorali sorrentine, soprattutto considerando le numerose questioni controverse che negli anni hanno riguardato il territorio santanellese e che, in alcuni casi, sarebbero finite anche all’attenzione della magistratura.
Il rischio di una campagna elettorale tossica – Al di là delle posizioni politiche, la sensazione diffusa è che il tema della sanità e dell’ospedale unico rischi di essere piegato a esigenze di propaganda piuttosto che affrontato con spirito costruttivo. – La necessità di garantire strutture sanitarie moderne ed efficienti alla Penisola Sorrentina resta infatti un’esigenza condivisa da tutti. Ma altrettanto centrale appare la necessità di individuare soluzioni compatibili con la sicurezza del territorio e con la sostenibilità urbanistica.
Per molti cittadini, inoltre, la vicenda è ormai ben nota nei suoi passaggi principali e difficilmente le accuse riusciranno a modificare orientamenti già consolidati. Nel frattempo, mentre gli attacchi sembrano perdere forza davanti ai fatti e alle ricostruzioni emerse negli ultimi giorni, l’ex assessore, da sempre riconosciuto per professionalità, equilibrio istituzionale e stile lontano dalle polemiche. continua a rivendicare con sobrietà il lavoro svolto negli anni al servizio della comunità. Senza alimentare scontri personali, sceglie infatti un profilo basso e rispettoso, riaffidandosi con serenità e senso delle istituzioni direttamente al giudizio dei cittadini
Resta però aperta un quesito politico e culturale più ampio,se è davvero utile trasformare ogni questione amministrativa in uno scontro personale, Oppure sarebbe il momento di riportare il confronto pubblico su toni più trasparenti, tecnici e rispettosi della verità dei fatti. – In una campagna elettorale già segnata da tensioni e contrapposizioni, il rischio è che la ricerca del consenso finisca ancora una volta per prevalere sulla qualità del dibattito pubblico. – 12 maggio 2026

















