Nel giorno della Supplica alla Madonna del Rosario, ventimila fedeli accolgono il Pontefice a Pompei. Dal Santuario un forte richiamo alla pace, contro le guerre e il commercio delle armi
Pompei – Nel giorno della tradizionale Supplica alla Madonna del Rosario, la città si è trasformata in uno dei principali centri spirituali del mondo accogliendo Papa Leone XIV nel primo anniversario del suo pontificato. Davanti a circa ventimila fedeli riuniti in Piazza Bartolo Longo, il Pontefice ha affidato il proprio ministero alla Vergine di Pompei e lanciato un forte appello internazionale per la pace: “Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono”. – La visita del Papa ha assunto subito un forte valore simbolico. Leone XIV ha scelto infatti la città fondata da San Bartolo Longo per celebrare una giornata dedicata alla preghiera, alla misericordia e alla vicinanza verso i più fragili. Un pellegrinaggio spirituale che ha intrecciato fede e attualità, in un momento segnato dalle tensioni internazionali e dai conflitti che attraversano il pianeta.
Il Pontefice è arrivato in elicottero nell’area meeting del Santuario, accolto dall’arcivescovo prelato monsignor Tommaso Caputo, dalle autorità civili e da numerosi rappresentanti istituzionali. Prima della celebrazione eucaristica, il Papa ha voluto incontrare gli ospiti del Tempio della Carità, la storica opera sociale legata al Santuario che accoglie persone in difficoltà. Ad attenderlo bambini, famiglie, giovani e operatori delle strutture caritative nate dall’intuizione di Bartolo Longo. Proprio ai più giovani Leone XIV ha rivolto uno dei passaggi più intensi della giornata: l’invito ad avere fiducia, a non sentirsi soli e a testimoniare la gioia cristiana in un mondo che “ne ha tanto bisogno”. – L’arcivescovo Caputo, nel saluto iniziale, ha definito la visita “un dono” nel giorno della Supplica, ricordando il legame profondo tra Pompei, il Rosario e la missione universale della Chiesa.
L’arrivo del Papa in piazza è stato accompagnato dagli applausi di migliaia di pellegrini provenienti da tutta Italia. “Buongiorno Pompei”, ha detto Leone XIV salutando la folla, prima di ricordare il significato spirituale del Santuario: “La Madonna è sempre con noi, ci accompagna con la sua intercessione”. – Entrato nel Santuario, il Pontefice si è fermato a salutare i fedeli e a benedire chi si era avvicinato lungo il percorso verso l’altare. Poi l’inizio della celebrazione eucaristica, vissuta come uno dei momenti più intensi della giornata. – “Mi sento il primo benedetto in questo Santuario, nel giorno della Supplica”, ha detto il Papa, sottolineando il valore della preghiera condivisa e della devozione mariana.
Al centro dell’omelia, Leone XIV ha posto il Rosario, definendolo un “atto di amore” e un “compendio del Vangelo”, capace di ricondurre il credente a Cristo e all’Eucaristia. Il Pontefice ha ricordato come proprio nel giorno della Supplica, un anno fa, fosse iniziato il suo ministero petrino. “Dovevo venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa”, ha spiegato. – Il Papa ha inoltre richiamato il legame con Leone XIII, il Pontefice che più di ogni altro promosse la devozione al Rosario, e la recente canonizzazione di San Bartolo Longo, figura centrale della spiritualità pompeiana.
L’appello mondiale per la pace – Il momento più forte della celebrazione è arrivato con il nuovo appello contro le guerre. Dal Santuario di Pompei, Leone XIV ha denunciato un mondo segnato da violenza, divisioni e interessi economici che “preferiscono il commercio delle armi al rispetto della vita umana.Le guerre che ancora si combattono in tante regioni del mondo chiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso”, ha affermato. “La pace nasce dentro il cuore”. – Il Pontefice ha invitato i fedeli a non abituarsi alle immagini quotidiane dei conflitti e ha rilanciato una supplica universale affinché “la misericordia tocchi i cuori, plachi gli odi fratricidi e illumini quanti hanno responsabilità di governo”. Nel richiamare gli appelli alla pace di San Giovanni Paolo II e di Papa Francesco, Leone XIV ha ricordato come “i tempi non siano migliorati” e come oggi sia necessario un nuovo impegno spirituale accanto a quello diplomatico e politico.
Una giornata destinata a entrare nella storia di Pompei – La visita del Papa ha assunto anche un significato storico per la città mariana: quest’anno ricorrono infatti i 150 anni dalla posa della prima pietra del Santuario. Per l’arcivescovo Caputo, l’8 maggio vissuto con Leone XIV “entra nella storia di Pompei” come segno di fedeltà alla Chiesa e di speranza per il mondo. La giornata si è conclusa con un ultimo messaggio del Pontefice, destinato a diventare il simbolo dell’intera visita: “Nessuna potenza terrena salverà il mondo, ma solo la potenza divina dell’amore”. – 09 maggio 2026

















