Vico Equense ridisegna le spiagge: più spazi liberi e nuove regole per le concessioni

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Obiettivo 50% di arenili accessibili e nuove regole dal 2027. Il piano di Vico Equense segna una svolta nel dibattito sulle spiagge della Penisola Sorrentina

Vico Equense – Senz’altro una svolta storica quella operata nella gestione del litorale. A vico Equense, Il Comune  compie un passo decisivo verso una redistribuzione più equilibrata delle spiagge con l’adozione del Piano Attuativo di Utilizzazione delle Aree del Demanio Marittimo (PAD), lo strumento che regola l’uso della costa a fini turistico-ricreativi. Un passaggio tecnico, ma dal forte impatto politico e sociale, che apre ora alla fase di confronto pubblico prima dell’approvazione definitiva in Consiglio comunale. – Il punto di partenza è una fotografia chiara, oggi solo il 18% degli arenili risulta accessibile liberamente, una quota ben al di sotto del minimo del 30% fissato dalla normativa regionale. L’obiettivo dell’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Aiello è però ancora più ambizioso, ossia, arrivare progressivamente fino al 50% di spiagge fruibili, tra aree libere, libere attrezzate e spazi in convenzione.

Il cuore del piano riguarda la revisione delle concessioni. Alcuni tratti oggi gestiti direttamente dal Comune saranno trasformati, a partire dal 2027, in spiagge libere attrezzate. Tra queste figurano Le Calcare e il Pezzolo a Marina di Seiano e Le Postali a Marina di Vico, aree simboliche che diventeranno accessibili con servizi essenziali garantiti. – Per le altre porzioni di litorale, il PAD prevede l’assegnazione tramite gare pubbliche, in linea con la normativa europea sulla concorrenza. Non solo, nelle future concessioni saranno inseriti criteri sociali, con tariffe agevolate per i residenti e spazi dedicati alle categorie più fragili, nel tentativo di bilanciare turismo e diritto all’accesso al mare. – Il piano affronta anche le fragilità strutturali della costa vicana, caratterizzata da tratti difficilmente accessibili, vincoli ambientali e criticità idrogeologiche. Sono previsti interventi di recupero e messa in sicurezza, con l’obiettivo di restituire progressivamente nuove porzioni di litorale alla collettività e migliorare la fruibilità complessiva. Con l’adozione del PAD si apre ora una fase di consultazione pubblica della durata di 30 giorni. Cittadini, associazioni e operatori del settore potranno presentare osservazioni e proposte prima del via libera definitivo del Consiglio comunale. Un passaggio che potrebbe incidere su un piano destinato a cambiare profondamente il rapporto tra città e mare.

Penisola Sorrentina: scenari diversi tra i Comuni – Il caso di Vico Equense si inserisce in un quadro più ampio che riguarda l’intera Penisola Sorrentina, dove il tema delle concessioni balneari e dell’accesso alle spiagge è sempre più centrale. – A Sorrento, ad esempio, la presenza di tratti di costa alta e rocciosa limita naturalmente gli arenili, e la percentuale di spiagge libere resta contenuta, con un sistema storicamente basato su stabilimenti e piattaforme private. Negli ultimi anni si è discusso di ampliare gli accessi pubblici, ma senza interventi strutturali paragonabili a quello avviato a Vico. – Situazione simile a Piano di Sorrento e Sant’Agnello, dove la costa è in gran parte urbanizzata e le spiagge libere sono poche e spesso di dimensioni ridotte. Qui le amministrazioni si sono concentrate più sulla riqualificazione degli accessi e sulla sicurezza che su una redistribuzione delle concessioni.

Più articolato il caso di Massa Lubrense, che dispone di tratti costieri più ampi e diversificati. Negli ultimi anni il Comune ha puntato su un equilibrio tra tutela ambientale e fruizione pubblica, con alcune spiagge libere valorizzate, ma senza una revisione complessiva del sistema delle concessioni. In questo contesto, il piano di Vico Equense si distingue per l’approccio organico e per l’obiettivo dichiarato di riequilibrare in modo significativo il rapporto tra spiagge libere e concessioni private. Un modello che potrebbe fare da apripista anche per gli altri Comuni della Penisola, chiamati nei prossimi anni ad affrontare le stesse sfide tra turismo, sostenibilità e diritti collettivi. – 03 maggio 2026

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