Sorrento, liste elettorali e memoria corta. Il nodo della credibilità nella nuova corsa al Comune

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Stessi protagonisti, nessuna autocritica. Vari ex dell’amministrazione di Massimo Coppola tornano in corsa senza fare i conti con il passato, ma soprattutto senza chiedere scusa a una città che oggi pretende memoria e non silenzi

Sorrento – La pubblicazione delle liste a sostegno dei candidati sindaci Pinto, Fattorusso e Attardi ha riacceso il dibattito cittadino, ma, più che per le novità, a colpire è soprattutto ciò che sembra non essere cambiato. Una sensazione diffusa, che serpeggia tra i cittadini, riguarda infatti la continuità con il recente passato amministrativo, nonostante le vicende che hanno profondamente segnato la comunità. – A sottolinearlo è stato anche il giornalista Vincenzo Iurillo, che ha evidenziato come le reali novità siano poche. Tra queste, spicca la presenza di due figure femminili, come Nora Rizzi e Serena Pane, ritenute capaci di affermare con decisione la propria personalità all’interno del consiglio comunale, qualora gli elettori decidessero di premiarle con il voto. Un segnale potenzialmente positivo, ma che rischia di rimanere isolato in un quadro più ampio dominato dalla continuità.

Ciò che emerge con maggiore evidenza è infatti la presenza, nelle liste delle due coalizioni più accreditate, di numerosi candidati già protagonisti della precedente tornata elettorale e, in particolare, dell’amministrazione guidata dall‘ex sindaco Massimo Coppola. Una circostanza che non passa inosservata, soprattutto alla luce della vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’ex primo cittadino, attualmente agli arresti con accuse di corruzione.

Per una parte della cittadinanza, il ritorno sulla scena politica di questi stessi volti rappresenta un elemento di forte criticità. Il sentimento diffuso è quello di uno scollamento tra la memoria collettiva, ancora segnata da una vicenda definita da molti come “vergognosa”  e l’atteggiamento di chi oggi si ripresenta agli elettori “come se nulla fosse accaduto”. In particolare, viene sottolineata l’assenza, in questi mesi, di una riflessione pubblica o anche solo di scuse rivolte alla comunità.

Un silenzio che pesa, considerando che molti degli attuali candidati sedevano in Consiglio Comunale durante la passata consiliatura, senza che emergessero prese di posizione nette o segnali di discontinuità rispetto a pratiche oggi finite sotto la lente della Magistratura. – A rafforzare questi interrogativi contribuiscono anche elementi emersi da atti ufficiali. In una relazione pubblicata sull’Albo pretorio, la Segretaria generale, Candida Morgera, avrebbe evidenziato come all’interno dell’ente fossero note alcune “consuetudini” legate all’operato dell’ex sindaco. Circostanze che troverebbero riscontro anche nelle dichiarazioni rese da un imprenditore coinvolto nel servizio mense scolastiche, le cui testimonianze hanno contribuito a far emergere l’intera vicenda, e dalle successive indagini della Masgistratura.

Da qui nasce una domanda che una parte dell’opinione pubblica, pone con sempre maggiore insistenza, ovvero: com’è possibile che chi ha avuto un ruolo nelle istituzioni e che oggi si ripresenta a chiedere di nuovo il voto,non si sia accorto di situazioni così rilevanti? Le risposte possibili, secondo molti cittadini, sono due e entrambe problematiche: o vi è stata una consapevolezza non dichiarata e quindi mala fede, oppure una mancanza di attenzione e capacità di controllo incompatibile con il ruolo ricoperto. – In entrambi i casi, il tema centrale diventa quello della credibilità. Quale fiducia può essere richiesta oggi agli elettori, se non è stata accompagnata da un’assunzione, almeno morale, di responsabilità per quanto accaduto?

Chiedere scusa, può oggi essere interpretato anche come un atto di coraggio, capace di suscitare apprezzamento e di essere ricambiato con fiducia. Fingere che nulla sia accaduto, attribuire l’intera responsabilità del “sistema Sorrento” a una sola persona e pensare di poter ridimensionare e cancellare tutto con un colpo di spugna è intollerabile. A maggior ragione se una parte cospicua dell’ elettorato, ormai segnato da una vicenda così vergognosa, chiede un cambiamento radicale che, oltre a competenza e professionalità, si fondi sull’affidabilità e sul senso morale delle istituzioni.

Nel clima spesso euforico della campagna elettorale, e nella speranza che non sia mai troppo tardi per redimersi, non si può permettere che interrogativi fondamentali vengano relegati in secondo piano, quando per una parte della comunità continuano a rappresentare un nodo cruciale per il futuro della città. In questo scenario, l’appello deve essere rivolto ai candidati sindaci, chiedendo loro, soprattutto, la capacità di costruire una classe dirigente che non si limiti a proporsi come nuova, ma sappia anche fare i conti con il proprio passato recente.”

La partita, dunque, non si gioca soltanto sui programmi o sulle alleanze, ma anche e forse soprattutto, sulla memoria e sulla credibilità. A breve, saranno i cittadini, con il loro voto, a stabilire se questo tema avrà il peso che merita. – 26 aprile 2026

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