Le autorità iraniane accusano i cargo di irregolarità nei sistemi di tracciamento e mancanza di autorizzazioni alla navigazione. Le navi sarebbero state scortate verso la costa iraniana dopo l’intervento del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione
Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica (IRGC) ha annunciato il sequestro di due navi mercantili nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici e sensibili al mondo per il transito del petrolio e delle merci. Lo riporta l’agenzia iraniana Tasnim, secondo cui le imbarcazioni sarebbero state fermate perché “non conformi” alle normative di navigazione e successivamente “scortate verso la costa iraniana”. Le due navi identificate sono la MSC Francesca e la Epaminondas, entrambe riconducibili al traffico container internazionale. In particolare, la Epaminondas risulta di proprietà della compagnia greca Technomar Shipping, ma operata dal gruppo MSC Mediterranean Shipping Company, una delle principali realtà mondiali del settore marittimo guidata dall’armatore italiano Gianluigi Aponte.
Secondo le autorità iraniane, le due imbarcazioni avrebbero violato le regole di sicurezza della navigazione, operando senza i permessi necessari e con presunte irregolarità nei sistemi di tracciamento. In particolare, viene contestata la possibile manomissione dei dispositivi di localizzazione, elemento che, se confermato, rappresenterebbe una grave infrazione alle normative internazionali sulla sicurezza marittima. – Al momento non sono state diffuse prove pubbliche a sostegno delle accuse, e non è chiaro lo stato dell’equipaggio né le condizioni a bordo delle navi.
Lo Stretto di Hormuz è uno dei punti più delicati della geopolitica globale. Da qui transita circa un quinto del petrolio mondiale trasportato via mare. L’area è da anni teatro di tensioni tra Iran, Stati Uniti e alleati regionali, con episodi ricorrenti di sequestri, abbordaggi e incidenti ai danni di petroliere e cargo. – Negli ultimi anni, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno più volte intercettato navi straniere, spesso nell’ambito di una strategia che Teheran giustifica come risposta a presunte violazioni ambientali, doganali o di sicurezza, ma che molti osservatori internazionali interpretano anche come leva politica nelle relazioni con l’Occidente.
Impatti sul traffico marittimo – Il fermo di due navi cargo di grandi dimensioni rischia ora di avere ripercussioni sul traffico commerciale internazionale e sulle catene logistiche globali, già sotto pressione negli ultimi anni per instabilità geopolitiche e crisi regionali. – La MSC, tra i principali operatori mondiali del trasporto container, non ha al momento rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’accaduto. Le autorità marittime internazionali stanno monitorando la situazione, mentre cresce l’attenzione delle assicurazioni e degli operatori navali che transitano nell’area.
L’episodio si inserisce in un contesto di forte instabilità nello Stretto di Hormuz, dove la combinazione di interessi energetici globali e rivalità politiche rende ogni incidente potenzialmente significativo per gli equilibri internazionali. – Resta ora da chiarire la posizione ufficiale dell’Iran e le eventuali iniziative diplomatiche che potranno essere intraprese nei prossimi giorni per la liberazione delle due navi e dei relativi equipaggi. – 23 aprile 2026

















