Commissioni d’accesso e relazioni al Viminale aprono un nuovo fronte. Due comuni commissariati e voto rinviato per condizionamenti accertati. mNel frattempo, l’attenzione si estende ad altri enti, con Sorrento sotto osservazione e una crescente mappa del rischio legata alle infiltrazioni della criminalità organizzata
Non solo due scioglimenti, ma un segnale più ampio che riaccende i riflettori sul rapporto tra criminalità organizzata e amministrazioni locali in Campania. Il Consiglio dei ministri ha disposto lo scioglimento dei comuni di Pagani e Arienzo per infiltrazioni della camorra, ma il quadro che emerge va oltre i singoli casi e coinvolge anche altri enti sotto osservazione, a partire da Sorrento.
La decisione del Governo, su proposta del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, arriva al termine delle attività delle commissioni di accesso, che hanno accertato condizionamenti tali da compromettere il buon andamento delle amministrazioni. Un passaggio formale, ma sostanzialmente decisivo, che porta all’azzeramento degli organi elettivi e all’insediamento di commissioni straordinarie per 18 mesi. – Una tempistica tutt’altro che neutra. Lo scioglimento è arrivato infatti alla vigilia della presentazione delle liste per le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, determinando l’esclusione di Pagani e Arienzo dalla prossima tornata elettorale. Un elemento che, da un lato, impedisce il rinnovo immediato degli organi politici e, dall’altro, evidenzia la necessità di una bonifica preventiva del tessuto amministrativo.
Ma è il contesto più ampio a destare attenzione. Secondo quanto emerge, resta aperto il dossier su Sorrento, dove la Commissione di Accesso ha già trasmesso la propria relazione al Viminale. Un passaggio che, pur non equivalendo automaticamente a uno scioglimento, rappresenta uno snodo cruciale, sarà ora il Ministero dell’Interno a valutare se sussistano gli estremi per un eventuale provvedimento analogo.
Il susseguirsi di verifiche e scioglimenti riporta al centro una questione strutturale, la capacità della camorra di insinuarsi nei processi decisionali locali, influenzando appalti, servizi e gestione amministrativa. Dinamiche spesso sottili, che non sempre si traducono in reati immediatamente visibili, ma che emergono nel lavoro istruttorio delle commissioni attraverso collegamenti, frequentazioni e anomalie gestionali.
In questo scenario, lo scioglimento per infiltrazioni mafiose si conferma uno strumento straordinario ma sempre più utilizzato, soprattutto in territori ad alta pressione criminale. Una misura che mira a ristabilire la legalità amministrativa, ma che allo stesso tempo fotografa una fragilità persistente delle istituzioni locali. Mentre Pagani e Arienzo entrano nella fase commissariale, l’attenzione resta alta su Sorrento e su altri comuni campani. Il rischio è che i casi emersi siano solo la parte visibile di un fenomeno più esteso. – 23 aprile 2026

















