Sorrento al voto, un magistrato vicesindaco nella squadra di Pinto, tra promesse di legalità e alleanze discutibili

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Il candidato sindaco annuncia una svolta nel segno della legalità, ma da quanto emerge,tra i suoi sostenitori compaiono anche figure legate a vecchi equilibri e interessi che hanno inciso sulle passate amministrazioni. Se confermata, una tale impostazione potrebbe sollevare  più di un interrogativo sul reale progetto di cambiamento

Sorrento -In città, in attesa del responso definitivo del Ministero dell’Interno sul mancato scioglimento del Comune per infiltrazioni malavitose, dopo la relazione della Commissione di accesso, la campagna elettorale entra nel vivo e si arricchisce di nuovi elementi destinati, molto probabilmente, a far discutere. Mentre in queste ore si attende l’ufficializzazione della candidatura a sindaco di Corrado Fattorusso, l’altro candidato Ferdinando Pinto punta su una figura di forte impatto simbolico, come quella di un magistrato del territorio nel ruolo di vicesindaco, in caso di vittoria alle prossime elezioni comunali. – Il nome resta, almeno per ora, top secret. Ma la scelta,  ormai data per definita negli ambienti politici locali, rappresenta un segnale preciso, mettere la legalità e la trasparenza al centro dell’azione amministrativa. Non solo. Nella possibile squadra di governo potrebbe trovare spazio anche un assessorato dedicato proprio alla legalità, affidato a un altro operatore della giustizia.

Una strategia che appare studiata per rafforzare l’immagine di discontinuità rispetto al passato. Ma è proprio su questo punto che emergono le prime, inevitabili contraddizioni. Tra i sostenitori del Professore, infatti, figurerebbero anche esponenti che in passato, talvolta condizionandone il cammino, hanno avuto ruoli o rapporti diretti con le amministrazioni guidate da Massimo Coppola e Peppino Cuomo. – Un elemento che alimenta interrogativi sulla reale portata del cambiamento promesso. Nelle ultime ore indiscrezioni sempre più insistenti parlano proprio del possibile coinvolgimento, nelle dinamiche elettorali, di figure che, ora pur muovendosi lontano dai riflettori, in passato avrebbero inciso in modo significativo sulle scelte delle recenti amministrazioni, spesso in funzione della tutela di interessi specifici.

In questo scenario, la mossa del magistrato vicesindaco rischia di assumere un doppio significato, ovvero, da un lato, un tentativo concreto di segnare una svolta sul piano etico e amministrativo; dall’altro, una risposta politica a un contesto in cui vecchie appartenenze e nuovi equilibri continuano a intrecciarsi. – Resta da capire se l’operazione riuscirà davvero a convincere un elettorato sempre più attento e, al tempo stesso, disilluso, che in questa occasione, complice il peso della vicenda giudiziaria, potrebbe anche scegliere di disertare le urne. Per ora, la candidatura di Pinto sembrerebbe muoversi su un crinale sottile, tra la promessa di rinnovamento e trasparenza ma con  il peso, tutt’altro che trascurabile, delle continuità con il passato. – 21 aprile 2026

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