Dal commissariamento al mancato scioglimento, Sorrento verso un voto tra fretta e incognite

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Il Ministero, secondo indiscrezioni, sarebbe orientato a evitare lo scioglimento, ma i tempi stretti verso il voto rischiano di penalizzare la qualità delle liste, favorendo candidature improvvisate e il riciclo di figure vicine all’ex sindaco Massimo Coppola, in contrasto con le promesse di rinnovamento e con il rischio di allontanare parte degli elettori dalle urne

Sorrento – A quasi un anno dal commissariamento del Comune, la città si trova oggi davanti a un passaggio cruciale, ma tutt’altro che lineare. La relazione della Commissione d’accesso, trasmessa al Ministero dell’Interno al termine di un periodo di verifiche, sembra infatti aprire,almeno secondo indiscrezioni, alla possibilità di evitare lo scioglimento dell’ente. – A riportarlo, al momento, è soltanto l’Agenzia Nova, che cita fonti ministeriali secondo cui le criticità emerse, pur rilevanti, non sarebbero tali da impedire un ritorno alla gestione politica attraverso nuove elezioni. Una scelta che, se confermata, segnerebbe un punto di svolta dopo una fase caratterizzata da indagini, polemiche relative al cosiddetto “Sistema Sorrento”.

Il Comune, come noto, era stato commissariato nel giugno 2025 in seguito alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’ex sindaco Massimo Coppola. Da allora, la macchina amministrativa è stata affidata a una gestione straordinaria, mentre la commissione d’accesso ha lavorato per accertare eventuali condizionamenti e irregolarità.

Oggi, però, lo scenario che si prospetta appare tutt’altro che rassicurante. Se davvero il Viminale dovesse optare per il mancato scioglimento, Sorrento si troverebbe catapultata in una corsa contro il tempo, con  le elezioni che, secondo le previsioni, potrebbero tenersi nell’ultimo weekend di maggio e quindi con la presentazione delle liste fissata a brevissimo. – Una tempistica che preoccupa non poco una parte della comunità locale. In molti temono che la fretta possa tradursi nella nascita di liste “raffazzonate”, costruite più per necessità che per visione politica, nelle quali potrebbero trovare spazio anche figure già vicine alla precedente amministrazione. Uno scenario che rischia di smentire, nei fatti, le promesse di rinnovamento, competenza e discontinuità avanzate da più fronti.

L’incognita, insomma, è che il cambiamento sia solo apparente. – Dopo mesi di indagini, la vergogna di essere stati sottoposti al commissariamento e a continui controlli stringenti, in un clima di totale confusione e smarrimento, si chiede ora alla cittadinanza di orientarsi e in poche settimane, scegliere una nuova classe dirigente capace di garantire trasparenza, legalità e buona amministrazione. Un compito tutt’altro che semplice, sebbene si invita ad avere fiducia e che la città riuscirà a rialzarsi dopo la vergognosa vicenda giudiziaria che ha travolto l’intera comunità,

Nel frattempo, le prime reazioni dal mondo politico locale non si sono fatte attendere. Il candidato sindaco Ferdinando Pinto ha accolto con favore l’ipotesi di ritorno al voto, sottolineando l’importanza di restituire la parola ai cittadini, pur nel rispetto di un sistema di controlli rafforzati. Sulla stessa linea si colloca anche Ivan Gargiulo, tra i protagonisti delle denunce che hanno portato all’apertura dell’inchiesta e che, in questi giorni, aveva proposto di rinviare le elezioni qualora si fosse profilato il rischio di votare senza adeguate garanzie. Alla luce degli ultimi sviluppi, tuttavia, Gargiulo considera la soluzione adottata dal Ministero coerente con la necessità di evitare ulteriori incertezze istituzionali.

Resta però un nodo centrale, ovvero quello della fiducia. In un contesto segnato da scandali e gestione commissariale, il rischio concreto è che una parte dell’elettorato scelga di disertare le urne, alimentando un clima di disaffezione che potrebbe pesare sul futuro della città. – Il paradosso è evidente,  dopo quasi un anno di verifiche e approfondimenti, si chiede ora a Sorrento uno scatto rapido e deciso verso il futuro. Ma senza tempi adeguati per un vero confronto politico e per la costruzione di proposte solide, il rischio è che il cambiamento resti sulla carta, lasciando irrisolte molte delle criticità emerse.

E così, mentre si attendono conferme ufficiali dal Ministero, la città si prepara a vivere settimane decisive, sospesa tra la speranza di una ripartenza e il timore che tutto possa restare, in fondo, com’era prima.- 19 aprile 2026

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