Sorrento, il Comune affida gli appalti a una CUC pugliese, la Segretaria Generale contesta la scelta

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Affidare le gare a una centrale di committenza pugliese solleva dubbi di legittimità e rischi per i fondi PNRR, i nodi sollevati in una nota della dott.ssa Candida Morgera

Sorrento – In queste ore la città è attraversata da un acceso dibattito sul possibile mancato scioglimento del Comune, alimentato da notizie che, al momento, non trovano alcuna conferma ufficiale ma sono state riportate esclusivamente da un’agenzia di stampa e di conseguenza da alcune testate locali. Indiscrezioni che, in assenza di comunicazioni istituzionali, non fanno che accrescere confusione e tensione, soprattutto in vista dell’ormai imminente tornata elettorale. – Nel frattempo, proprio all’interno del Comune, si apre un ulteriore fronte di confronto sulla gestione degli appalti pubblici, in particolare quelli legati ai fondi del PNRR. Al centro della vicenda vi è la presa di posizione della Segretaria Generale, Candida Morgera, che ha formalmente messo a verbale il proprio dissenso rispetto alla delibera n. 53 approvata dalla gestione commissariale il 15 aprile 2026.

La scelta contestata – La delibera, finita al centro delle polemiche, prevede che il Comune di Sorrento affidi la gestione delle proprie gare, incluse quelle milionarie e strategiche, alla CUC “Lago di Occhito”, con comune capofila Carlantino, piccolo centro pugliese. – Una decisione che, secondo la Segretario Generale, sarebbe stata adottata con eccessiva rapidità e senza un’adeguata istruttoria. Nella nota, Morgera evidenzia come l’approvazione della convenzione possa presentare un vizio di legittimità: si tratterebbe infatti di un atto che, in base al Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), spetterebbe al Consiglio Comunale e non alla Giunta o, in questo caso, alla gestione commissariale.

Che cos’è una CUC e perché è importante – Per comprendere la questione, è utile chiarire che  la Centrale Unica di Committenza (CUC) è un organismo che si occupa di gestire le gare d’appalto per conto degli enti pubblici. In pratica, i Comuni, soprattutto quelli di dimensioni medio-piccole o privi di strutture tecniche adeguate, si affidano a queste centrali per garantire procedure più efficienti, trasparenti e conformi alle normative, sempre più complesse, sugli appalti. – Il ricorso a una CUC è spesso obbligatorio per legge in determinate soglie di importo, proprio per evitare frammentazioni e ridurre il rischio di errori amministrativi.

I nodi sollevati nella nota – Il documento della Segretaria Generale non si limita a una questione formale. Le criticità evidenziate sono più ampie. nello specifico: Mancanza di valutazione comparativa: non risulterebbero analizzate alternative disponibili, come il supporto della Città Metropolitana di Napoli. – Cambio in corso d’opera: il passaggio a una nuova CUC avverrebbe senza aver definito formalmente i rapporti precedenti, con il rischio di contenziosi. –  Verifiche incomplete: non sarebbe stata accertata in modo puntuale la qualificazione dell’ente prescelto secondo i criteri ANAC. – Impatto reputazionale: il territorio del comune capofila della CUC sarebbe stato oggetto di recenti attenzioni investigative, elemento che – pur non costituendo automaticamente un illecito – solleva preoccupazioni sull’immagine dell’ente.

I rischi per i progetti PNRR – Il punto più delicato riguarda le possibili conseguenze operative. Gli appalti finanziati con fondi europei, come quelli del PNRR, sono vincolati a tempistiche rigorose. Eventuali ritardi dovuti a ricorsi, errori procedurali o problemi di competenza della centrale di committenza potrebbero comportare la perdita dei finanziamenti. – Tra i progetti coinvolti figurano interventi strategici per la città, come il percorso meccanizzato tra il porto e Piazza Lauro, opere considerate cruciali per la mobilità e lo sviluppo turistico.

La presa di posizione della Segretario Generale appare particolarmente significativa perché si inserisce in un contesto di amministrazione straordinaria, con il Comune attualmente guidato da una commissione prefettizia. La nota parla esplicitamente di atti “sollecitati per l’approvazione immediata” e richiama il rischio di danno erariale. – Ora la questione potrebbe approdare all’attenzione della Prefettura di Napoli, chiamata a valutare la correttezza dell’iter e le eventuali implicazioni amministrative.

Intanto, a Sorrento,oltre alla tensione e alla confusione realative al possibile scioglimento del Comune e il rinvio delle elezioni, resta alta l’attenzione anche  su una vicenda che intreccia aspetti tecnici e politici, ma che soprattutto potrebbe incidere in modo concreto sul futuro delle opere pubbliche e sull’utilizzo delle risorse europee. – 18 aprile 2026

Fonte stabianews
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