Sorrento e la provocazione sul voto che accende il dibattito, Pinto attacca, la città si divide

Facebook
WhatsApp
Telegram
X
Threads
LinkedIn

La proposta di rinviare il voto agita il dibattito politico cittadino: Pinto la boccia senza appello, definendola “giuridicamente infondata e politicamente inaccettabile”, e rilancia la necessità di votare subito per evitare il commissariamento e difendere la democrazia locale

Sorrento – Una proposta che ha il sapore della provocazione, ma che in poche ore è riuscita a scuotere il già fragile equilibrio politico cittadino. A lanciarla è stato l’ex consigliere comunale Ivan Gargiulo con quel non presentare le liste alle prossime elezioni amministrative per ottenere un rinvio del voto a ottobre. Un’ipotesi estrema, subito rilanciata anche da una voce autorevole della società civile come Bruno Morelli, che ha contribuito ad amplificare il dibattito. L’idea, tuttavia, ha trovato una netta opposizione nell’unico candidato sindaco ufficiale al momento, Ferdinando Pinto, che non ha usato mezzi termini per liquidarla: “Una bestialità giuridica e politicamente inaccettabile”.

Secondo Pinto, la proposta non solo è impraticabile sul piano normativo, ma rischia di generare confusione in una fase già delicata per la città. “Non esiste alcun meccanismo che consenta di rinviare il voto di pochi mesi – ha spiegato – e soprattutto una scelta del genere non eviterebbe un eventuale scioglimento deciso dal Consiglio dei Ministri”. Il quadro, nella sua lettura, è molto più netto: “O si vota adesso, oppure si tornerà alle urne tra un anno o addirittura tra due. Chi propone il rinvio, nei fatti, sta chiedendo il prolungamento del commissariamento”.

Parole dure, che segnano una linea di demarcazione chiara tra chi invoca uno slittamento e chi invece insiste sulla necessità di votare subito. Il nodo, infatti, non è solo tecnico ma profondamente politico: sullo sfondo resta il rischio di un commissariamento legato a possibili infiltrazioni della criminalità organizzata, tema che Pinto ha posto al centro della propria campagna. – “È l’unica battaglia che conta – ha ribadito – evitare che Sorrento venga commissariata e restituire dignità alla nostra comunità”. Una presa di posizione che si traduce anche in una rivendicazione personale: “Non lo faccio per diventare sindaco, ma perché credo sia giusto e necessario andare al voto. È una battaglia di democrazia”. – Nel mirino del candidato finiscono anche gli altri attori politici locali, accusati di immobilismo: “C’è chi resta in silenzio sperando che altri facciano il lavoro, chi aspetta e si nasconde. Noi invece andiamo avanti con coraggio”.

Intanto, mentre il confronto resta acceso, Pinto prova a imprimere un’accelerazione alla sua corsa elettorale annunciando che entro il fine settimana saranno pronte le liste e verranno resi noti anche i nomi del vicesindaco e dell’assessore alla Legalità. Un segnale che punta a rafforzare l’immagine di una proposta già strutturata e orientata ai temi della trasparenza e della legalità.

La città, però, resta sospesa tra provocazioni e repliche, in un clima in cui il dibattito politico si intreccia con interrogativi più profondi sul futuro istituzionale di Sorrento. E mentre le posizioni si irrigidiscono, una cosa appare certa: la partita elettorale, comunque vada, si giocherà anche sul terreno della credibilità e del rapporto con i cittadini. – 17 aprile 2026

Facebook
WhatsApp
Telegram
X
Threads
LinkedIn
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
0
Would love your thoughts, please comment.x