Sorrento, la provocazione di Ivan Gargiulo: “Niente liste finché non c’è chiarezza”

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A dieci giorni dalla presentazione delle liste, l’ex consigliere invita partiti e cittadini a fermarsi: “Partecipare in queste condizioni significa indebolire la democrazia”. Nel clima di incertezza che avvolge la città, tra timori di commissariamento e tempi stretti, rilancia l’appello: “Meglio rinviare le elezioni che votare senza garanzie”

 Sorrento – A pochi giorni dalla scadenza per la presentazione delle liste, il clima politico a Sorrento appare tutt’altro che ordinario. Tra incertezze istituzionali e il timore di un possibile nuovo scioglimento per infiltrazioni criminali, arriva una presa di posizione destinata a far discutere: quella dell’ex consigliere comunale Ivan Gargiulo, tra i potenziali candidati alla carica di sindaco. – La sua proposta è tanto semplice quanto radicale: non presentare le liste. Una scelta che, nelle sue intenzioni, rappresenterebbe un atto di responsabilità collettiva prima ancora che politica. “Se c’è un po’ di orgoglio in questa città – afferma – dovremmo rifiutarci di partecipare in queste condizioni”.

Un voto sotto pressione – Il nodo centrale riguarda i tempi e il contesto. Dieci giorni per costruire liste elettorali, individuare candidati “onesti e perbene” e strutturare un progetto politico credibile vengono ritenuti da Gargiulo insufficienti, soprattutto alla luce delle ombre che ancora gravano sull’ente. Il rischio, secondo l’ex consigliere, è duplice: da un lato compromettere la qualità della rappresentanza, dall’altro esporre nuovamente il Comune a un eventuale commissariamento qualora emergessero, anche successivamente, elementi legati a infiltrazioni camorristiche. Uno scenario che renderebbe vano l’intero processo elettorale.

Una proposta “choc” ma strategica – La mancata presentazione delle liste comporterebbe automaticamente il rinvio delle elezioni alla sessione autunnale. Un arco temporale che consentirebbe maggiore chiarezza sul destino amministrativo della città e, al tempo stesso, permetterebbe alle forze politiche e civiche di organizzarsi con più consapevolezza. “Se nel frattempo il Governo decidesse per lo scioglimento, ne prenderemmo atto”, spiega Gargiulo, sottolineando come la priorità debba essere la tutela dell’integrità istituzionale. In caso contrario, si arriverebbe al voto in un contesto più trasparente e stabile.

Gargiulo non nasconde lo scetticismo sulla possibilità che la sua proposta venga accolta. “Purtroppo non accadrà”, ammette, evidenziando il rischio che qualcuno possa comunque scegliere di presentare una lista, approfittando della situazione. È proprio questo, però, uno dei punti più delicati del suo ragionamento: la competizione elettorale, in un clima di incertezza, rischia di essere alterata e di comprimere la reale partecipazione democratica. Non tutti, infatti, sarebbero nelle condizioni di organizzarsi adeguatamente in tempi così ristretti.

Una riflessione per la città – Al di là della fattibilità concreta, la proposta apre una riflessione più ampia sul significato della partecipazione politica in contesti complessi. Rinunciare temporaneamente al voto, per Gargiulo, non sarebbe un segno di debolezza ma un atto di dignità istituzionale.  Un invito, in sostanza, a fermarsi per garantire condizioni migliori alla democrazia locale. Una posizione destinata a dividere, ma che pone al centro il dubbio sulla reale opportunità di votare quando le condizioni rischiano di compromettere qualità e credibilità del processo elettorale. Nel silenzio – o nel dibattito acceso – che seguirà, sarà proprio la cittadinanza a dover decidere se raccogliere o meno la provocazione. – 14 aprile 2026

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