Taglio di alberi condominiali, arriva la sentenza storica. Senza unanimità, la delibera è nulla

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Una sentenza rivoluzionaria del Tribunale di Potenza pone un freno all’abbattimento indiscriminato degli alberi condominiali, una pratica sempre più diffusa anche in Penisola Sorrentina, e sancisce l’importanza della tutela del verde comune

Il Tribunale di Potenza, con la Sentenza 586 del 4 marzo 2026, ha chiarito che il taglio di alberi di alto fusto in un condominio non può essere deciso dalla maggioranza, ma solo con l’unanimità dei condòmini. La decisione riguarda il caso di alcuni cipressi secolari, che l’assemblea condominiale aveva deciso di abbattere. Ma per il Giudice, tale delibera è nulla, non solo annullabile, e si basa su una serie di motivazioni giuridiche ed ecologiche di grande rilevanza.

Unanimità necessaria per abbattere alberi condominiali – Secondo la sentenza, l’abbattimento di alberi sani e radicati da decenni non è un’operazione di manutenzione ordinaria o straordinaria. Non rientra neppure nella categoria delle innovazioni, che sono possibili solo quando non alterano in modo definitivo il patrimonio comune. In questo caso, l’eliminazione di alberi adulti è una soppressione irreversibile di un bene condiviso.

Il codice civile italiano (art. 1120) stabilisce che qualsiasi innovazione nelle aree comuni di un condominio che ne comprometta l’utilizzo e il godimento da parte anche di un solo condòmino è vietata. Pertanto, il taglio di alberi secolari, senza un pericolo concreto e attuale, è considerato una violazione di questa norma. L’intervento, infatti, non rappresenta un miglioramento ma una distruzione di un bene comune che influisce sul valore architettonico e paesaggistico dell’intero complesso. – Di conseguenza, per abbattere alberi condominiali non basta una semplice maggioranza, ma è necessaria l’unanimità dei condòmini. La delibera adottata a maggioranza, dunque, è nulla, e può essere impugnata in qualsiasi momento.

Il valore ecologico e identitario degli alberi –  Il Tribunale ha sottolineato un aspetto fondamentale, gli alberi in un condominio non sono solo decorativi, ma sono parte integrante dell’identità e del valore paesaggistico dell’edificio. I cipressi in questione, radicati da decenni, contribuivano in modo determinante a dare un carattere distintivo all’ambiente condominiale. La loro presenza aveva un ruolo non solo estetico, ma anche ecologico, influenzando l’ambiente circostante e il benessere dei condòmini. – Il Tribunale ha anche evidenziato che la perdita di questi alberi non è compensabile dal semplice reimpianto di piante più giovani. Il valore di un albero maturo, infatti, non può essere replicato in tempi brevi. La trasformazione definitiva dell’ambiente, con la scomparsa di questi elementi naturali, è un danno che non può essere ignorato.

Le ragioni per il taglio non sono sufficienti – La delibera del condominio era stata giustificata con una serie di motivazioni legate allo stato estetico degli alberi, come potature eseguite in modo non ottimale, rami secchi, chiome asimmetriche. Tuttavia, il Giudice ha smontato questi argomenti, sottolineando che non si trattava di rischi concreti per la sicurezza, ma di imperfezioni estetiche che non giustificano l’abbattimento. – Il problema del polline, evocato come motivo per il taglio, è stato ridimensionato dal Tribunale. Pur riconoscendo il disagio che il polline può causare a chi soffre di allergie, il Giudice ha affermato che questo non costituisce un pericolo per la pubblica incolumità. La rimozione degli alberi, quindi, non può essere giustificata da un disagio individuale, ma solo da un pericolo concreto e verificabile, come la instabilità della pianta o la presenza di malattie irreversibili.

L’importanza delle prove tecniche – Un altro aspetto centrale della sentenza riguarda il ruolo delle perizie tecniche. In un contesto del genere, è fondamentale che chi richiede il taglio di un albero fornisca prove oggettive sullo stato di salute della pianta. Non basta affermare che l’albero è malato o pericoloso, ma bensì è necessario fornire una documentazione che attesti la presenza di un rischio reale e concreto. In assenza di tali evidenze, la presunzione è che l’albero vada tutelato, non abbattuto.

La Sentenza del Tribunale di Potenza stabilisce un principio chiaro e importante: gli alberi condominiali sono un bene comune di valore ecologico, estetico e identitario. Non possono essere abbattuti senza il consenso di tutti i condòmini, e solo in presenza di un pericolo concreto e verificabile. In assenza di una perizia che attesti un rischio reale per la sicurezza, l’abbattimento risulta una violazione delle normative condominiali, con conseguente nullità della delibera a maggioranza. – In questo contesto, i condòmini sono chiamati a riflettere sul valore del verde nelle proprie aree comuni e a considerarlo come parte integrante della qualità e dell’identità del loro spazio abitativo. – 13 aprile 2026

Fonte La LeggeperTutti
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